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Con uno sguardo su un passato glorioso, Smallville ricomincia dall’inizio, dal principio di una storia epica e immortale. E senza aver fretta di crescere, si è concentrato su ogni singolo evento che possa aiutare a capire come un uomo si trasformi in un Eroe. Ma dall’altra parte dello schermo, una cosa è certa: dopo 10 anni, Smallville non è più una semplice serie tv, è una Fede.

Il Mito e l’Uomo

[quote]Even heroes have the right to bleed – Superman, Five for Fighting[/quote]

Che lo ammettiamo o no, tutti noi vogliamo essere protetti, anche quando sentiamo di non averne bisogno, perché in fondo è il pensiero di avere qualcuno che pensi a noi e che ci sorregga quando stiamo per cadere, che istintivamente bramiamo per tutta la vita. E se riusciamo ad ottenerlo, al sicuro dietro il nostro “scudo”, cercheremo poi di proteggere le persone che amiamo. Proprio come è successo, tanto tempo fa, nel lontano regno di Smallville …

Prima di essere Superman, l’Uomo d’Acciaio, la Macchia o chissà quale altro nome gli abbiano dato nel tempo, al principio esisteva solo Clark Kent (Tom Welling), confuso ragazzo di campagna, inconsapevole di quel destino in parte già segnato e che guardava alla sua diversità più come a una maledizione che come a un dono; Clark desiderava la normalità perché in fondo l’eccitazione di essere speciali (o diversi) è sopravvalutata. Smallville rappresenta il terreno di scontro di dilemmi, di scelte, di segreti e di storie non solo di Clark Kent ma anche di tutti coloro che gli orbitavano intorno rendendolo l’uomo che era destinato a diventare e allo stesso tempo creando percorsi di crescita individuali; Smallville è il simbolo dell’inizio, della giovinezza, degli errori e delle decisioni, degli uomini prima degli eroi.

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Smallville significa cambiamento, sfida, un’inesauribile fonte di domande e una serie infinita di risposte che non si possono o non si vogliono dare. La confusione di Clark Kent non era poi così lontana dall’affermata determinazione di Lex Luthor (Michael Rosenbaum). L’amicizia che li legava un tempo nella piccola città di provincia si era fondata su una base comune, un desiderio che li rendeva più simili di quanto potessero ammettere: la volontà di essere se stessi e di costruire il proprio destino indipendentemente dalle scelte dei rispettivi genitori. Ma sarà proprio la strada intrapresa per raggiungere il loro obiettivo a definirli individualmente e a separarli in maniera definitiva.

Non meno esistenziale era il bisogno di trovare una propria identità per un’altra coppia di vite, uguali e diverse: la cheerleader e la reporter, Lana Lang (Kristin Kreuk) e Chloe Sullivan (Allison Mack). All’insolita sicurezza e accettazione della prima si accompagna l’energica determinazione della seconda ma entrambe nascondevano dubbi, paure e verità difficili da ammettere ma non impossibili da superare, per continuare a sperare in un lieto fine. Ma il desiderio di trovare una risposta e conquistarsi “un posto in cui prendere posizione” (Roy Montgomery) supera i confini della piccola Smallville accomunando percorsi destinati a incontrarsi, quelli di Oliver Queen (Justin Hartley), Lois Lane (Erica Durance) e Tess Mercer (Cassidy Freeman).

Smallville è crescita, ricerca, conoscenza. Clark impara a conoscersi, prende consapevolezza della sua vera identità e delle sue potenzialità, ma la verità è che anche dietro la sua invincibilità, Clark desiderava ancora di essere protetto: dai suoi genitori, da Lana, da Chloe, da Lois, o più semplicemente desiderava non essere l’unico, non essere solo.

Super-Friends – La Justice League

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Clark Kent non è mai stato un eroe legato al gioco di squadra. Ma la storia secondo cui ogni eroe dovrebbe essere solo per portare a compimento la sua missione non regge. Un uomo saggio e “disperso” su un’Isola una volta ha detto: “Se non impariamo a vivere insieme, moriremo da soli” e aveva ragione. Senza coloro che hanno creduto in lui, che lo hanno sostenuto e lo hanno protetto, Clark forse non sarebbe diventato quel simbolo di speranza e di ottimismo che ogni uomo, donna o bambino conosce con il nome di Superman. Ma ciononostante, non è lui a dar vita a quel gruppo di eroi così diversi ma perfetti ognuno a modo proprio, pronti ogni giorno a “salvare il mondo da se stesso”.

[pullquote align=”left”]Da singolo eroe ad una Justice League sempre più numerosa[/pullquote]Il vero fondatore della Justice League è Oliver Queen che, subito dopo il suo ingresso trionfale nel mondo di Smallville, presenta la sua squadra formata da alcune vecchie conoscenze per il giovane Kent: Bart Allen – Impulse (Kyle Gallner), Arthur AC Curry – Aquaman (Alan Ritchson), Victor Stone – Cyborg (Lee Thompson Young). Al gruppo si unisce o meglio collabora per la prima missione cosiddetta “ufficiale” anche l’allora celebre “Macchia”, che però è costretto a sottostare al nome in codice di Boyscout poiché arrivato in ritardo, il tutto infine sorvegliato da un’inedita Watchtower, Chloe Sullivan.

Nel corso delle stagioni, la squadra ancora senza nome recluta nuovi eroi e collaboratori come Dinah Lance – Black Canary (Alaina Huffman) , John Jones – Martian Manhunter (Phil Morris), Kara – Supergirl (Laura Vandervoort), Zatanna (Serinda Swan) e il medico ufficiale del team Emil Hamilton (Alessandro Juliani). Ma la vera svolta avviene forse quando la nuova generazione si ritrova a collaborare con la restante “vecchia guardia” della Justice Society of America, capitanata da uno scoraggiato e disilluso Carter Hall – Hawkman (Michael Shanks) e dall’entusiasta esordiente Courtney Whitmore – Stargirl (Britt Irvin). Di fronte all’organizzazione e alla storia gloriosa dei loro predecessori, la fisionomia della squadra dei nuovi eroi assume lineamenti più definiti, restando però in continua crescita, in continua evoluzione, un “Work in Progress”.

L’Eroe senza costume – Chloe Sullivan

[quote]Watchtower is officially on-line [/quote]

It’s not easy to be me”. È vero, non deve essere facile essere un supereroe, sentire il peso del mondo sulle spalle, prendere decisioni che potrebbero cambiare il corso di tante vite, diventare l’ago della bilancia tra bene e male, luce e oscurità, ma ammettiamolo: non ci sono solo i lati negativi. Il potere, l’eccitazione, la fama, sapere di essere invulnerabili e invincibili molto più di un uomo ordinario, tutti questi fattori equilibrano perfettamente i pro e i contro. Eppure non sono questi gli unici eroi. Ci sono quelli che affrontano e sfidano il mondo con una sola vita, che lavorano incessantemente nell’ombra, ci sono quegli eroi che hanno solo “grandi responsabilità” e nessun “grande potere”. Chloe Sullivan è l’emblema di questa squadra, di una vita messa troppo spesso in stand-by per aiutare il prossimo, di una lealtà incondizionata che cresce nel tempo, di uno spirito energico, indistruttibile e semplicemente umano che tardi prende consapevolezza di sé e dell’impronta indelebile che lascia nel mondo e in tutti coloro con cui entra in contatto.

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Inarrestabile. Ai tempi del liceo, Chloe era la vera scarica elettrica di Smallville: meno confusa di Clark, meno problematica di Lana, meno sconclusionata di Pete. Chloe era sveglia, attiva, determinata; un razzo puntato verso la cronaca, verso la verità a tutti i costi, l’essenza dietro l’apparenza, il tutto incarnato nel grande globo sul tetto del Daily Planet. Come i migliori reporter, Chloe era perseverante, non accettava “No” o ostacoli sul suo cammino, aveva contatti e agganci ovunque e superava con un caffè ogni forma di intimidazione: rapimento, sepoltura, esplosioni o salti senza paracadute da ogni tipo di altezza. Chloe aveva sempre un obiettivo da raggiungere, correndo a mille e caricandosi di quell’entusiasmo che troppo spesso nascondeva alla vista le insicurezze e le paure di cui tanti non conoscevano neanche l’esistenza.

Leale. “It’s not really trust if you ask someone to explain themselves” (Non è vera fiducia se chiedi spiegazioni a qualcuno). Chloe esprime a parole la sua concezione della fiducia e della lealtà dopo dieci anni di pratica dimostrazione. Il modo in cui Chloe si dona totalmente agli altri senza chiedere o aspettarsi niente in cambio è sorprendente e a volte quasi idilliaco: l’affetto puro e incondizionato che provava per Lana nonostante le differenze; l’amore fraterno nei confronti di Lois, con cui condivide, senza pensarci, la sua intera vita; ma è soprattutto con gli uomini che ha amato di più che Chloe mostra quanto sconfinata e inarrestabile sia la sua lealtà: Clark e Oliver.

[pullquote align=”right”]Da Clark ad Oliver, dalla dipendenza all’indipendenza[/pullquote]Chloe è stata per Clark tutto ciò di cui lui abbia mai avuto bisogno: un’amica, una confidente, un’aiutante, un’alleata ma soprattutto è stata la sua roccaforte, il suo supporto, è stata la mano che lo ha aiutato a rialzarsi ogni volta che credeva di non farcela e che lo ha spinto a volare “su, su e ancora più in alto”. Chloe ha combattuto con e per Clark, sfidando il bene e il male, in perenne attesa che lui si accorgesse di lei e che le donasse quella fiducia illimitata che lei gli aveva sempre riservato. Chloe sperava che Clark aprisse gli occhi, ma forse era lei che aveva bisogno di farlo per potersi finalmente vedere in tutto il suo straordinario eroismo, per poter vedere quanto fosse speciale. E se Clark nonostante tutto non riuscisse a farlo, qualcun altro, così lontano ma già così simile, vedeva in lei quel potenziale che andava oltre un articolo di giornale o lo schermo di un computer. Oliver fa emergere l’indipendenza e la forza di Chloe, permettendole di conoscersi meglio di quanto avesse mai fatto. Con Oliver, Chloe capisce cosa vuol dire ricevere e non soltanto dare una completa lealtà e per questa sensazione si ritrova disposta ad abbandonare la sua vita pur di salvare quella della sua anima gemella.

Unica. Chloe ha avuto coraggio: il coraggio di cambiare se stessa e reinventarsi, il coraggio di affrontare il male a viso aperto senza protezione, il coraggio di abbandonare momentaneamente il suo sogno per un bene più grande, per quel mondo a cui sentiva di appartenere, il mondo degli eroi. Chloe diventa Watchtower, forse l’identità che meglio le si addice: uno sguardo nascosto sul mondo, che veglia su di esso e su coloro che lo proteggono, “tutta la notte, ogni notte”.

Chloe è insicura, forte, bellissima e sorprendente … e Chloe è Allison Mack. Come il suo personaggio, ancora oggi Allison Mack non si rende conto di quanto a fondo lei abbia condizionato tutti coloro che l’hanno conosciuta o semplicemente l’hanno ammirata. Semplice dietro al suo dolce sorriso, Allison Mack vive la sua vita e la sua arte con saggia inconsapevolezza del suo immenso valore.

Il Superpotere della Musica

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Ci sono momenti in Smallville che restano “soggettivamente” indelebili e che spesso tornano alla mente accompagnati da quella canzone che li ha resi vivi, eterni. La musica in Smallville ha avuto un’importanza straordinaria perché a volte esprimeva con le sue parole, quelle emozioni e quel messaggio che la scena voleva trasmettere. La colonna sonora ha quindi seguito un po’ l’evoluzione delle storie, dei personaggi, dei sentimenti e dell’atmosfera che si respirava nella serie. Simbolo delle prime stagioni può essere la musica dei Lifehouse, che più di una volta ha segnato scene fondamentali per l’esordio e per lo sviluppo delle vite nella piccola cittadina del Kansas.

Canzoni come “Everything” (ultima colonna sonora del pilot) o “You and Me”, interpretata proprio dai Lifehouse al ballo del liceo nella quarta stagione, incarnano quel mix di speranza, romanticismo e magia che accompagnavano i dubbi, le incertezze e gli amori di giovani uomini e donne che lottavano per trovare la propria strada e si preparavano per quelle nuove responsabilità che li avrebbero travolti, una volta diventati adulti.

Di tutt’altro genere è il significato della musica dei VAST perché diverso è lo spirito che attraversa le ultime stagioni. Lontani dall’ottimismo e dall’innocenza, i ragazzi sono ormai cresciuti, hanno guardato il mondo in faccia e hanno visto che era più oscuro di quanto pensassero. I VAST esprimono quel senso di disillusa inquietudine che pervade troppo spesso le loro menti, quando credono di non poter essere davvero felici (“Don’t take your love away” – 8×13) o quando l’unica soluzione possibile sembra la partenza (“One More Day” – 10×01).

Alla fine però c’è sempre un punto fermo a cui fare riferimento, c’è sempre quella piccola speranza che qualcuno arrivi a salvarci (“Save me” – Remi Zero).

Believe

Al di là del mito e della leggenda, al di là dei fumetti e dei film, oltre le storie e i personaggi, c’è una costante nell’universo dei supereroi: è il nostro bisogno di credere in qualcosa di buono e di vero, il bisogno di riporre la nostra fiducia in qualcuno di speciale, nella speranza che vegli su di noi durante la notte.

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Titolo Originale: Smallville

Titolo Italiano: Smallville

Prima TV USA: 16 Ottobre 2001

Series Finale: 13 Maggio 2011

Prima TV ITA: 10 Dicembre 2002

Genere: Fantasy/Sci-fy Drama

Stagioni: 10 (Concluso con 218 episodi)

Sviluppato per la tv da: Alfred Gough &  Miles Millar

Produttori Esecutivi: Brian Peterson, Kelly Souders, Mike Tollin, Brian Robbins, Joe Davola, Todd Slavkin, Darren Swimmer

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Work in Progress – Smallville ultima modifica: 2013-03-09T09:00:31+00:00 da Rita Ricchiuti

Scritto da Rita Ricchiuti