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Lo so, vi aspettavate un film, magari uno di quelli appena usciti, come è stato per Cloud Atlas e Django Unchained, ma questa volta la mia attenzione è stata catturata da un corto animato, uno di quelli che ti ruba un pezzettino d’anima per ridarti indietro qualcos’altro, qualcosa di ancora meno tangibile, ma che ti tocca nel profondo. Di fronte alla notizia della sua candidatura all’Oscar non ho potuto resistere alla tentazione di raccontarvelo un po’ e, ovviamente, di farvelo vedere. Oggi quindi puntiamo i riflettori su Paperman.

Una spasmodica ricerca

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La prima volta che ho visto questo cortometraggio, uscito l’anno scorso, è stato poco prima della proiezione di Ralph Spaccatutto. Per quanto il lungometraggio Disney fosse ben realizzato, quei 6 minuti che l’hanno preceduto hanno catalizzato la mia attenzione più di qualsiasi altra scena presente nella pellicola che l’ha seguito. [pullquote align=”left”]6 minuti che mi hanno conquistata[/pullquote]È stato amore a prima vista. L’ho cercato disperatamente appena tornata a casa, con qualunque mezzo a mia disposizione, eppure niente. C’era il making of, c’erano degli spezzoni, c’erano orribili pezzi girati al cinema da qualche portatore non-sano di Parkinson, ma lui, il corto, in tutta la sua beltà, non c’era. Io però non mi arrendo facilmente per cui il passo successivo è stato inserirlo nei to-do per ricordarmi di cercarlo periodicamente nella speranza che prima o poi uscisse.

Ad un certo punto la notizia: Disney l’ha pubblicato sul suo canale YouTube. Mi sono precipitata ovviamente sul sito per riguardarlo, per rivedere quel piccolo capolavoro diretto da John Kahrs e prodotto dai Walt Disney Animation Studios, sperando fosse all’altezza delle aspettative che avevo costruito dopo la prima visione. Sapete una cosa? A mente lucida, è anche meglio di quanto lo ricordassi.

A questo punto di CineAbitudini di solito vi racconto la trama, ma questa volta non ce n’è bisogno perché non devo invogliarvi a vedere un film di un’ora e mezza minimo, devo solo consigliarvi di impiegare 6 minuti della vostra vita per guardare il video qui sotto. Mettetevi comodi e godetevi questa perla.

La magia della quotidianità

Prima di raccontarvelo l’ho rivisto un’altra volta. Continuo a commuovermi e immagino sia grave. Il fatto è che lo trovo bellissimo in quel mix straordinario di magia e quotidianità dove le parole non servono. Ci sono i suoni, ci sono le immagini e parlano entrambi così forte che i dialoghi non servivano perché combinati, loro due, dicono già tutto quello che serve sapere. Dicono che in una vita tutta uguale, in bianco e nero, nella metropoli più famosa del mondo, due esseri umani possono incontrarsi, per caso, in una mattina qualsiasi mentre fanno quello che fanno sempre: aspettano il treno. E ad un certo punto basta un sorriso, una risata e voilà: il colore. Quello del rossetto di lei, Meg, che rimane impresso su un documento di lui, George.

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[pullquote align=”right”]In mezzo alla quotidianità si fa strada la magia[/pullquote]In mezzo a questa realtà, tanto metaforica quanto attaccata a quest’ultima, arriva la magia: gli aeroplanini del ragazzo che prendono vita per condurlo là dove lui vuole andare, dove ha cercato di andare per tutta la mattina senza successo. La realtà della Manhattan degli anni ’40 incontra una magia altrettanto antica: quella del film Fantasia. Perché, non so voi, ma io non ho potuto non pensare fosse la stessa meravigliosa atmosfera, capace di catturarti senza che venga detta una solo parola. Qui però la magia ha un prezzo, o meglio una condizione, perché non puoi avere l’incanto se non corri dei rischi e George li corre: abbandona il lavoro, si getta in mezzo alla strada e cerca disperatamente di trovarla.

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E poi c’è lei, la musica. La colonna sonora qui fa metà del lavoro, forse di più, perché racconta ancora più delle immagini e dei suoni, perché ci trascina nella storia facendo vibrare corde che anche il più cinico degli esseri umani non riesce ad ignorare. Davanti a Paperman, davanti alla splendida musica che lo accompagna, siamo tutti un po’ George, siamo tutti pronti a fare aeroplanini di carta da lanciare dalla finestra, a correre giù per le scale, a cercare disperatamente quella nota di colore che finalmente ha dato senso ad un mondo grigio.

Paperman è magia.

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  • Titolo Originale: Paperman
  • Anno: 2012
  • Regista: John Kahrs
  • Genere: animazione
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Un corto da Oscar: Paperman ultima modifica: 2013-02-06T09:00:31+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi