To the Moon

Quando si parla di videogames, ormai, ci viene difficile pensare a una produzione che offra qualcosa di più di un “semplice” comparto grafico da urlo o di un gameplay dinamico e divertente. Insomma, raramente ci capita di ritrovarci fra le mani un gioco che celi una storia profonda e ben raccontata, capace di suscitare nel giocatore grandi emozioni e sensazioni irripetibili. Raramente, appunto.

Per questo To the Moon rappresenta una vera e propria perla nell’attuale panorama indie. Un gioco che, seppure breve e imperfetto, riesce a trasmettere al giocatore sensazioni irripetibili.

Freebird Games ci racconti una storia?

To the Moon è il primo gioco pubblicato da Freebird Games, un team dedicato allo sviluppo di giochi indie, guidato dal giovane e ambizioso Kan “Reives” Gao, che ha già sviluppato altri titoli in passato usando il tool RPG Maker. Tuttavia sarebbe errato parlare di gioco di ruolo: il titolo si avvicina maggiormente alle avventure grafiche “punta e clicca”, giocando tutte le sue carte sulla componente narrativa e tralasciando, consapevolmente, gli aspetti inerenti al gameplay.

Non aspettatevi quindi quelle complesse meccaniche tipiche dei GdR, nè tanto meno un alto livello di sfida. To the Moon nasce con l’unico scopo di raccontare una storia indimenticabile, in cui l’ambientazione e la colonna sonora giocano un ruolo fondamentale nell’espressione degli stati d’animo dei protagonisti, che finiranno inevitabilmente col combaciare con le nostre emozioni.

Un ultimo desiderio

To the Moon intro

La Sigmund Corporation è un’agenzia che possiede potenti tecnologie che permettono alle persone prossime alla morte di poter vivere il loro sogno prima di lasciare questo mondo. La dott.essa Eva Rosalene e il dott. Neil Watts vengono incaricati dalla Sigmund Corp. per questo compito, recandosi quotidianamente dai clienti che richiedono tali servizi. Insomma, realizzare i più grandi desideri della gente fa parte della loro tipica routine.

Un giorno, però, i nostri due protagonisti si ritroveranno a che fare con un caso particolare, quello dell’anziano Johnny Wyles. Il sogno di Johnny, da tempo rimasto vedovo, non è quello di aver vissuto la vita di un milionario, ricca di lussi e divertimenti, e neanche quella di un attore di successo. Il suo più grande desiderio è uno solo: andare sulla Luna.

Eva e Neil si avventureranno così nella mente di Johnny, partendo dall’ultimo ricordo registrato prima di entrare in coma fino ad arrivare al primissimo disponibile, quando il poveretto era solo un bambino. I due dovranno impiantare un nuovo ricordo nella memoria di Johnny, in modo da cambiare il futuro e portarlo sulla Luna, realizzando finalmente il suo ultimo desiderio.

Una storia strappalacrime

Risulta chiara qui l’intenzione di voler trattare di tematiche profonde, come l’amore, la morte, l’amicizia e l’importanza della famiglia. La trama assume così tratti decisamente drammatici, ma anche comici, grazie ad alcune simpatiche gag e alle memorabili battute di Neil Watts, che ci regala persino qualche citazione presa dai film e dai serial televisivi più popolari dei giorni nostri (fantastici i riferimenti a How I Met Your Mother e Matrix).

Nei ricordi di Johnny incontreremo le persone che hanno significato molto per lui e che si distinguono dalle ombre che ci circondano, semplici sagome che raffigurano coloro che non sono ricordati dall’anziano. Vengono messi in evidenza qui i principali punti deboli della memoria umana, come l’incapacità di memorizzare tutti i singoli volti delle persone che si incontrano e con i quali abbiamo tenuto una conversazione o la perfetta riproduzione nella mente dei luoghi in cui si è stati.

La storia di Johnny

Nonostante la vita di Johnny venga ripercorsa a ritroso, ci attenderanno molti colpi di scena, eventi che hanno segnato per sempre la vita del moribondo. Eva e Neil verranno inevitabilmente coinvolti da questi e saranno colti di sorpresa dalle pieghe che la storia stessa assumerà. Il loro bizzarro rapporto gioca un ruolo importante nel corso degli eventi ed è caratterizzato da continue discussioni botta e risposta, che risultano per lo più divertenti agli occhi del giocatore, ma che rivelano soprattutto dettagli fondamentali per la comprensione della trama.

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Per i nostri due eroi (che formano tra l’altro una coppia decisamente strana) il caso di Johnny Wyles diventerà ben presto un’eccezione tra i tanti clienti che hanno richiesto i servizi della Sigmund Corporation. Vi anticipiamo inoltre che To the Moon è il primo capitolo di una serie già annunciata che vedrà protagonisti proprio Neil Watts e Eva Rosalene, alle prese con altri clienti e i loro ricordi.

Non vi anticipiamo assolutamente nulla invece sulla trama del gioco, ma vi diamo un solo e semplice avviso: preparate i fazzoletti, vi attende un mare di lacrime.

Un gioco che gioco non è

Ma se non è un gioco di ruolo, cos’è To the Moon? Il genere a cui più si avvicina è quello delle avventure grafiche, ma pecca di molte delle meccaniche che caratterizzano questi giochi. Si configura quindi come una storia interattiva, dove c’è ben poco da fare sostanzialmente e in cui dovremo occasionalmente interagire per permettere il corso degli eventi. Mettendo da parte un sistema di controllo a tratti impreciso, per procedere nella memoria di Johnny, Eva e Neil dovranno trovare i collegamenti nascosti che legano i suoi ricordi e successivamente unirli come i tasselli di un puzzle.

Sono questi gli unici elementi del gameplay di To the Moon, che lascerà insoddisfatti molti giocatori che cercheranno nel titolo di Kan Gao un gioco divertente e immediato. To the Moon non vuole essere questo. Il gioco mira al coinvolgimento emotivo del giocatore, ponendolo di fronte a una storia accuratamente architettata in tutte le sue sfaccettature, capace di trattare temi maturi e includere allo stesso tempo situazioni divertenti e mai inappropriate.

Una colonna sonora memorabile

To the Moon farà innamorare qualsiasi giocatore che poserà le sue mani su mouse e tastiera, tenendolo incollato allo schermo del PC per tutta la (breve) durata del gioco, grazie a una storia toccante, ma soprattutto grazie alla meravigliosa colonna sonora. Lo stesso Kan Gao, che ci dà nuovamente dimostrazione del suo grande talento nonostante la giovane età, ha composto la soundtrack di To the Moon, in collaborazione con Laura Shigihara, artista già conosciuta da molti videogiocatori per l’OST di Plants vs. Zombies.

La musica di Gao e Shigihara, composta principalmente col pianoforte, ci accompagnerà durante l’intera esperienza di gioco; del resto è del tutto assente il doppiaggio, che viene sostituito dalla sola presenza del testo per i vari dialoghi. Così come il comparto sonoro, è molto apprezzabile il lavoro fatto per la grafica, che rappresenta un ritorno alle gloriose origini degli RPG giapponesi a 16bit.

Un piccolo capolavoro da non perdere

Tirando le somme, con To the Moon ci troviamo di fronte a un gioco che ha da offrire una delle migliori esperienze disponibili nell’attuale panorama videoludico, grazie a una storia maledettamente ben raccontata che riesce a regalarci momenti indimenticabili e tante emozioni.

D’altro canto, non c’è molto da fare se non assistere al corso degli eventi e intervenire in quelle poche occasioni in cui viene richiesta la nostra attenzione. Molti rimarranno delusi dalla longevità e dalla rigiocabilità del titolo, che può essere portato a termine in poco più di 3 ore; dopotutto si tratta di un gioco da 11,99€, ma vi consigliamo vivamente di tenere d’occhio Steam, che offre ogni giorno giochi a prezzi scontatissimi. Potrebbe essere il vostro giorno fortunato.

Incontro al faro

Ma mettiamo da parte questi semplici dettagli. To the Moon è un must have per tutti i videogiocatori, indipendentemente dai loro generi prediletti. Un titolo che riesce nell’intento di emozionare chiunque, anche il giocatore dal cuore di ghiaccio, trattando argomenti importanti e dal grande impatto emotivo. Si, rimane pur sempre un videogioco, ma si tratta di un’esperienza da provare almeno una volta nella vita, che vi farà riflettere e, probabilmente, che vi strapperà anche qualche lacrima.

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To the Moon, l’ultimo desiderio di Johnny ultima modifica: 2013-02-17T11:53:16+00:00 da Pasquale Fusco

Scritto da Pasquale Fusco

Pasquale, 21 anni, studente. Vivo nel Vault 101, nel tempo libero addestro giovani Sith e scrivo per Abits e Console Planet.