abits_cineabitudini_star_trek_into_the_darknessAtteso da milioni di fan, balzato subito davanti alla concorrenza al botteghino e in grado di regalare alle nuove generazioni la magia di una serie tv che ha segnato un’epoca. Finalmente è giunto nelle sale Star Trek Into Darkness e io, ovviamente, non potevo che precipitarmi al cinema per scoprire quale storia avesse voluto raccontare questa volta il genio di J.J. Abrams.

Il film in pillole

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È uscito il 17 maggio negli USA mentre da noi ha fatto la sua comparsa il 12 giugno esclusivamente in 3D per poi essere finalmente reso disponibile nella decisamente più appropriata versione a due dimensioni il 20 dello stesso mese. A parte la dubbia scelta di registrare con telecamere IMAX per convertirlo poi in post produzione nell’odiato 3D, Into Darkness è stato capace di sorprendere il pubblico grazie ad una storia bilanciata ed interessante che riprende qualcosa dal film Star Trek II: L’ira di Khan senza però trasformarsi in un doppione; al contrario, pur essendo evidenti alcuni spunti, quanto meno per i fan del telefilm di fantascienza più amato del nostro secolo, la pellicola si dimostra originale e adatta tanto agli appassionanti quanto a chi Star Trek non l’hai mai guardato.

Il sequel del lungometraggio del 2009, che aveva stupito per l’ottima capacità di riportare sullo schermo tanto i personaggi quanto lo spirito dell’originaria serie, ci riporta di nuovo davanti al capitano Kirk e al  signor Spock, come al solito alle prese con un nemico pericoloso, Khan, e con sottili ma visibili questioni morali.

Per quanto scontato non posso non sottolineare la bravura del cast con Chris Pine che si rivela nuovamente un buon capitano e Zachary Quinto che nel ruolo di Spock mostra una naturalezza quasi disarmante. La somiglianza con gli originali è notevole e lo spirito rimane inalterato. La menzione speciale però va a lui, cattivo nel midollo, determinato, violento e brillante; il Khan di Benedict Cumberbatch non poteva essere migliore di così, per altro caratterizzato così bene da rendere lo spettatore in grado di empatizzare anche con con l’antagonista di questa ottima narrazione.

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Scelte che fanno crescere

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Una delle critiche, se così vogliamo chiamarla, che ho sentito più spesso confrontandomi con altre persone su questa pellicola è stata: “Manca l’intento originale“. Non è sicuramente una cosa che può notare chi Star Trek non l’ha mai guardato, ma se vi siete fermati anche solo poche volte davanti al televisore ricorderete sicuramente la scarsa casualità della trama; il telefilm non era pensato solo per intrattenere, ma nascondeva tra le righe la descrizione di una società, la nostra, mettendone in luce pregi e limiti. Questo era il punto forte della serie: la fantascienza che racconta il presente.

È chiaro che un lungometraggio targato J.J. Abrams ed uscito nel 2013 non poteva certo replicare le medesime vicende raccontate alla fine degli anni ’60, ma questo non ha significato la totale rinuncia alla trattazione di tematiche rilevanti, anche se ben mascherate. Ci sono gli effetti speciali, ci sono i combattimenti, ci sono momenti di ilarità, ma c’è soprattutto la crescita e l’evoluzione dei personaggi che passa per la scoperta dei sentimenti di Spock e per la presa di responsabilità di Kirk. Il cambiamento però non nasce come l’ovvia necessità di dare spessore ai protagonisti della storia, ma è un naturale sviluppo di essa che integra una più che rilevante questione morale: quali limiti si possono superare per proteggere un mondo?

Lungi da me spoilerarvi la piega che è destinato a prendere il film, quindi non posso fare altro che invitarvi ad andare in sala a guardarlo (in 2D che in 3D potreste servirvi male e non voglio morti sulla coscienza) così poi potete lasciarmi nei commenti il vostro parere.

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  • Titolo Originale: Star Trek Into Darkness
  • Anno: 2013
  • Regista: J.J. Abrams
  • Genere: azione, fantascienza, avventura
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Into Darkness – Crescita e moralità ultima modifica: 2013-06-26T00:30:55+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi