spotify

Il mestiere di Youtube al principio era rivolto alla funzione vlog, o comunque a dare voce ad ogni utente che sentisse il bisogno di comunicare qualcosa al mondo mettendoci faccia e voce; con l’assenza di veri e propri servizi di streaming gratuito di musica però si è ben pensato di arricchirlo con le note di cantanti superfamosi o meno, fino a trasformarlo in uno dei servizi più sfruttati per l’ascolto di brani, anche perché la ricerca è veloce e dà sempre risultati. A parte i vari Last.Fm, Pandora, Goear e via discorrendo, un progetto su tutti si sta facendo strada prepotentemente nel mercato della musica via streaming, ossia Spotify, arrivato ieri in Italia. Ma è davvero rivoluzione?

Spotify è un servizio di streaming musicale, e l’abbiamo già detto e sottolineato: ciò che lo differenzia dagli altri è un database vastissimo (conta un numero sempre crescente di tracce, attualmente riassumibili con una sola cifra: 15 milioni) e l’abbandono dell’interfaccia web per preferire il lato software. Abbiamo dunque un vero e proprio player musicale, ma con la possibilità di ascoltare non solo le tracce presenti sul nostro PC ma anche ogni canzone che ci passa per la mente. Pensate quanto possa essere utile, divertente e gratificante poter sentire ciò che si vuole quando si vuole, senza dover uscire a comprare un album, cercare su Youtube, comprare il brano su iTunes e tanti altri e svariati modi che si usano in questi casi.

Con Spotify abbiamo tutto a portata di click e orecchie. Perché preferire lui piuttosto che altri servizi online è chiaro: abbiamo un software. Non dobbiamo cambiare finestre, non abbiamo il rischio di imbatterci in un file con una qualità audio pessima, né in video fatti con Windows Movie Maker dal dubbio gusto, roba che ci si vergogna ad ascoltare la canzone che ci piace.

Pro & Cons

abits_spotify_software

Il software ci permette comodità assoluta, la qualità dei files è altissima, lo streaming non subisce nessuna interruzione dovuta al buffering; esiste l’applicazione per i dispositivi Android, iOS e -in beta- Windows 8; Spotify è anche una matrioska, con piccole app imperdibili per i drogati di musica, dal karaoke alle date dei concerti, passando per le classifiche e la sincronizzazione con i più famosi servizi musicali online (Last.FM non è morto, no, è lì). Ci permette addirittura di sincronizzare la musica con i nostri device (iPod o iPhone & Android), la creazione di playlist, il salvataggio di quelle altrui, mandare delle tracce agli amici, visitarne i profili, la condivisione sui social networks, radio personalizzate con la ricerca dei brani simili a quello da noi selezionato e plugin di terze parti a iosa (o quasi). Sì, ok, lo diciamo, c’è anche l’opzione “Private Session“, per quando si vuole ascoltare Gigi D’Alessio in loop e non farlo comparire nel vostro profilo. Spotify è un fido compagno e manterrà il vostro segreto.

[fancy_link link=”http://www.spotify.com/it/download/”]Spotify-izzati[/fancy_link] [fancy_link link=”http://www.spotifyplugins.com/”]Plugin-izzati![/fancy_link]

Perfetto e bellissimo, vero?

Once Upon a Time ci insegna che ogni magia ha il suo prezzo, in questo caso non è metaforico. Spotify offre un mese di prova della sua versione illimitata per un mese, certo, ma cosa c’è che nella versione free non va?[pullquote align=”left”]Ogni rosa ha le sue spine…[/pullquote]

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Banner pubblicitari. Ovvio, non vi ritroverete sexy friends in your area con le foto di donne dal vago gusto estetico ma spot (appunto) musicali, dalla pubblicità della playlist di 50 Sfumature di Grigio a Andrea Bocelli – Liebe in Portofino. Superato un numero indefinito di minuti d’ascolto (circa tre/quattro canzoni), dovrete sorbirvi sessanta secondi di interruzione e no, non vale mettere il volume basso, lei vi ritroverà e inizierà dal punto in cui avete abbassato. Devono passare, dovete ascoltarla, e non cercate il box “Salta Annuncio“. Non c’è.

Device. L’opzione di sincronizzazione delle vostre playlist e della musica online è disponibile con un account Premium; sebbene molti di voi saranno contenti di un software che si sostituisce ad iTunes, non lo sarete quando, impossibilitati dal poter selezionare i brani della vostra libreria da sincronizzare, vi ritrovete il vostro piccolo iPod implodere con il peso del mondo -musicale- addosso.

Sei mesi di gestazione. E poi Spotify ha un limite di 10 ore mensili, così dicono i forum, mentre per la personale esperienza di chi vi scrive, è un ostacolo che si auto elimina a discrezione del software. Che sia cambio di indirizzo IP o magia nera, non ci è dato saperlo. Forse è solo un programma così intelligente da capire se chi ha di fronte è in astinenza da musica.[pullquote align=”right”]”Hai dieci ore per colmare la tua astinenza. Usale bene!”[/pullquote]

L’applicazione per Android è fluida ed elegante, graficamente richiama i colori del sito (a differenza della versione per iOS) e ci permette di usufruire di tutte le funzioni della versione via desktop. Unica grande pecca e limitazione così grande da richiedere la disinstallazione dell’app è che dopo le 48 ore di prova, tutti i contenuti vengono bloccati e Spotify vi invita caldamente alla versione Premium.

abits_spotify_prezzi

Parliamo di cose serie: quanto costano i lussi di Spotify? La versione Unlimited permette, a soli 4,99€ mensili di ascoltare tutta la musica che si vuole senza interruzioni pubblicitarie; per avere la propria colonna sonora sui dispositivi, la Premium a 9,99€ al mese ci consentirà di non avere più problemi a comprare brani, sincronizzarli, importare vecchi CD e così via.[pullquote align=”left”]It’s all about the money![/pullquote]

La rivoluzione di Spotify sta proprio in questo: immaginate un mondo dove la musica non si compra, dove i download digitali diventano obsoleti e con una piccola tassa mensile si può accedere ad una biblioteca musicale, dove si può ascoltare ciò che si vuole, quando lo si vuole. La fine di un’era, il crollo dell’economia musicale? Il neonato Spotify ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio colosso, ma come in ogni buona partita bisogna ben capire quando (e se) svelerà le proprie mosse.

Nonostante le limitazioni che si avviano dopo sei mesi (e non sono poi nemmeno così tanto gravi), Spotify va provato, goduto, ascoltato e utilizzato al massimo delle proprie enormi funzionalità. E poi bisogna registrarsi, anche solo per poter ascoltare la playlist di Abits.it.

[fancy_link link=”spotify:user:1121770466:playlist:3dA6A4cIxVd7pXUd9Rqvn8″]La Playlist di Abits DJ[/fancy_link]

 

 

 

 

 

Spotify: la rivoluzione musicale ultima modifica: 2013-02-12T15:00:27+00:00 da Anna Sidoti

Scritto da Anna Sidoti

Non sono ancora così famosa da avere una biografia.