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Software di modellazione 3D. È così che vengono definiti tutti quei programmi in grado di farci sognare, di farci confondere la realtà con la finzione, in grado, persino, di far diventare nostri idoli personaggi costituiti solo e soltanto da semplici vertici. Negli ultimi anni la computer grafica si è evoluta parecchio, ma, nonostante la sua applicazione nei giochi così come nei film sia oggi sotto gli occhi di tutti, ciò che resta meno palese è il suo cuore tecnico che in quest’articolo cercheremo di svelarvi nel modo meno cruento possibile.

[pullquote align=”left”]Stesse features, diverse alternative[/pullquote]Volendo fare un paio di nomi: 3D Studio Max, Maya, Cinema4D, Houdini, Blender, per poi proseguire con programmi specializzati in particolari settori come zBrush per la modellazione topologica, vRay per il rendering fotorealistico, AutoCAD per il disegno tecnico automatizzato e molti molti altri. Le alternative si perdono nei conti, tuttavia non c’è motivo di entrare nel panico di fronte a questa vastissima scelta. Ogni programma infatti restituisce un feeling completamente diverso che sarà poi l’utente a valutare in modo positivo o negativo. Pressappoco le features presenti nei vari software sono sempre le stesse, rimpastate e ribattezzate sotto un altro nome (eh sì, il renaming colpisce anche questo settore n.d.r), per cui, per quanto ostentata, è veramente sottile la differenza tra un software e l’altro. I puristi del settore staranno già preparando le loro armi dopo aver letto tale affermazione, ma c’è poco da fare, con le giuste accortezze anche il programma meno conosciuto può diventare un ottimo rivale del colosso numero uno.

Tralasciando tutte queste sottigliezze pseudofilosofiche e addentrandoci nel vero quid della modellazione, qualunque sia il programma da voi scelto ciò che avrete di fronte una volta avviatolo sarà sempre la stessa cosa: la ViewPort. Spesso presentata nella sua variante Quad-Viewport, non è altro che il nostro spazio di lavoro, quello all’interno del quale opereremo e creeremo le nostre opere. Gli strumenti a disposizione sono tantissimi e vengono tutti raccolti sotto la categoria dei “modificatori”. E se da un lato posso usare i modificatori per smussare un oggetto (Smooth) o inspessire un piano (Solidify), qualora tutto ciò non mi bastasse posso sempre rivolgermi ai simulatori. Simulatori di fluidi, di vestiti, di corpi rigidi, simulatori anche di fumo! Prendiamo come esempio il simulatore di vestiti e poniamoci nel caso in cui io abbia bisogno di creare una tovaglia per un tavolo che ho modellato precedentemente. Come fare? Semplicissimo. Creo un piano, lo suddivido in modo da dargli quanti più poligoni possibili e gli appioppo il simulatore “Cloth”. Ora avvio la simulazione e…. fatto!

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Cloth

Qualche secondo e la nostra tovaglia è già lì, bella e pronta per essere texturizzata e renderizzata, ma forse sarebbe meglio andarci piano coi paroloni e fare qualche altro esempio per farvi comprendere meglio quante cose tra quelle che noi vediamo ogni giorno siano totalmente false.

Tutti conosciamo il film The Hobbit, premiato dal punto di vista tecnico per innumerevoli innovazioni (praticamente al pari di Avatar). Non tutti però probabilmente conosco il “dietro le quinte” di tale capolavoro, un retroscena che agli esperti del settore fa veramente venire l’acquolina in bocca per tutta la bontà di effetti usati e soprattutto per il livello tecnico raggiunto. Un livello tale da permettere di registrare una passeggiata tranquilla in uno studio di montaggio e ambientare poi il tutto in un paradiso extraterrestre.

Non pensiate comunque di poter riportare il tutto nei vostri “miseri” PC di casa.

[quote]Ma io ho un Core i7 e 16GB di Ram modello VelOcIxxiMa[/quote]

Mi dispiace caro, ma il tuo Core i7 da solo vale tanto quanto una spiga di grano vale per un pacco di farina. Studi come la Pixar e la Warner Bros ormai da anni utilizzano sistemi di cloud-computing; in sostanza si creano dei piccoli server in grado di moltiplicare la potenza disponibile e velocizzare di molto in questo modo i processi di rendering.

Non è comunque detto che solo i grandi studi possano creare grandi film. Da un paio d’anni ormai, infatti, la Blender Foundation sforna titoli come:

Come?! Non ne conoscete neanche uno? Male, molto male. Correte a vederli! Noi ci ribecchiamo al prossimo articolo, dove approfondiremo meglio la questione Blender e vedremo cosa sa fare un programma che costa esattamente 0€.

Software 3D: tra la Terra di Mezzo e la New Orleans di Rian Johnson ultima modifica: 2013-03-21T09:00:01+00:00 da Enrico Vicari

Scritto da Enrico Vicari