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Samsung come Apple. E non è necessariamente un insulto, forse più una costatazione di fronte ad una strategia di marketing che alle orecchie degli utenti Android suona nuova e vecchia allo stesso tempo. Vecchia perché è la stessa usata a Cupertino con i suoi iPhone “S” sostanzialmente; nuova perché prima, appunto, era appannaggio della concorrenza, mentre adesso sembra colpire anche il portabandiera dell’OS del robottino verde. Ci siamo ritrovati così con un Galaxy S4 non troppo entusiasmante ed una presentazione che definirei sconcertante.

A teatro con Samsung

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L’anno scorso avevo seguito con interesse l’elegante presentazione del Galaxy S3 a Londra: abbastanza semplice, elegante, incentrata su un device che aveva molto da dire. Non mi ero persa neanche l’evento milanese, molto mondano a dire la verità; Samsung non si era fatta mancare personaggi del mondo dello spettacolo, un pianista d’eccellenza come Einaudi e rappresentanti di spicco del mondo dello sport che qualche mese dopo avremmo ritrovato su tutt’altro palco, quello delle Olimpiadi. Eppure, in mezzo a tutta questa esagerazione, era chiaro che il dispositivo aveva i numeri per attirare pubblico anche senza grandi sponsor.

Quest’anno l’azienda coreana ha scelto New York e il Radio City Music Hall, senza dimenticarsi qualche spettacolo a Times Square e uno streaming in diretta mondiale a cui riconosciamo il merito di essere stato tra i più fluidi mai trasmessi negli ultimi anni. Il problema però non è l’aver scelto di fare le cose in grande stile scegliendo la Grande Mela e un grande pubblico, il problema è stata la teatralità. Letteralmente.

Non posso dire di aver mai apprezzato particolarmente i keynote Apple, essenziali e con uno Steve Jobs in jeans, ma sempre esagerati nei termini e noiosi nel continuo incentrarsi sui numeri. Gli riconosco comunque una certa capacità di impattare sul pubblico, indipendentemente dalle preferenze in ambito tecnologico. Insomma, a Cupertino ci sapevano fare e uno smartphone all’anno presentato con un evento apposito vende sicuramente di più e testimonia una cura e una ricercatezza per quello che viene prodotto che la maggior parte delle aziende non ha o comunque non mostra.

[pullquote align=”left”]Show sì, ma teatro no[/pullquote]Samsung questo l’ha capito e ha deciso che il suo telefono di punta meritava un palco, ma soprattutto ne aveva bisogno. Non potrei essere più d’accordo. Il punto però è un altro. Un conto è dare slancio alle vendite, un conto è cadere nel ridicolo. Indubbiamente in Samsung ne sapranno più di me in quanto a marketing, ma c’era davvero bisogno di mettere in scena il teatrino con la famiglia modello per far capire quali sono le funzioni di questo telefono? Già il puntare sulla tenerezza con il bambino biondo vestito di tutto punto che faceva da spalla al presentatore era sufficiente per quanto mi riguarda. Le parti recitate (in modo imbarazzante, se permettete) sono qualcosa di decisamente esagerato e che fanno perdere il focus su quello che dovrebbe essere il protagonista dello show: il nuovo Galaxy S4.

Insomma, cara Samsung, non si compensa un dispositivo scarsamente innovativo con uno show esageratamente fuori luogo.

Samsung Galaxy S3+1

O Samsung Galaxy S3-S se preferite. E non venite a dirmi che c’è poco da criticare perché tanto la gente se lo comprerà lo stesso, perché sì, è vero, ma è la filosofia è proprio quella Apple: “Ti diamo qualcosina in più unito a qualche funzione software che non portiamo sui dispositivi vecchi così corri a comprarlo“. Alla fine è proprio così che è andata e che andranno le vendite perché tutto sommato il Galaxy S4 è un bel telefono e porta con sé funzioni interessanti, ma non tali da spingere gli utenti ad abbandonare i loro S3 o Note II.

Il primo della classe

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Il nuovo pupillo di casa Samsung è più sottile e leggero del suo predecessore, con un display da 4,99 pollici Full HD (1920 x 1080 pixel) Super AMOLED, Gorilla Glass 3, 2 Gb di RAM, memoria interna da 16, 32 o 64GB espandibile tramite microSD; al top anche la connettività: LTE, Wi-Fi, Bluetooth 4.0 e IR LED, così il vostro sogno di usare lo smartphone come telecomando finalmente potrà avverarsi. E la batteria? Mi aspettavo qualcosa di rivoluzionario in quanto a tecnologia, invece i coreani ci propongono una super batteria da 2600 mAh che a questo punto mi aspetto porti il telefono non solo a fine giornata, ma anche verso l’infinito e oltre.

Diciamocelo: l’hardware era prevedibile. Di tutto quello che vi ho elencato potevate al massimo essere indecisi sul Gorilla Glass 3 (che sbarca sul mercato proprio con l’S4) e la connettività IR LED, perché cambiare canale con il telefono non è nelle priorità di nessuno per ora. O per lo meno non è nelle mie che non sono assidua utilizzatrice di televisori se non per videogiocare.

Nonostante tutto però, paragonato alla concorrenza, questo nuovo smartphone con Android 4.2 è indubbiamente il primo della classe, anche perché era difficile posizionarsi diversamente con un processore Exynos otto-core da 1.6 GHz che penso possa concorrere con il Core 2 Duo del mio portatile.

S Funzioni

Ormai lo sapete: l’hardware non basta. Un telefono può avere specifiche tecniche da shuttle della NASA, ma prima di tutto viene la facilità d’utilizzo. Ecco quindi che arrivano in aiuto di ogni buon utente le caratteristiche software del nuovo nato, pensato per rendere tutto più comodo e semplice, fino a trasformare il Galaxy S4 in un “Life companion“.

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Prima di tutto l’azienda asiatica sfodera la Dual Camera, ossia la possibilità di vedere sullo schermo le immagini provenienti sia dalla fotocamera anteriore (da 2 Mpx) sia da quella posteriore (13 Mpx), così potete vedervi mentre girate un video o scattate una foto, a cui per altro potete abbinare l’audio con l’utile (?) funzione Sound & Shot. Tutti questi megapixel poi potete ammirarli nuovamente nella galleria a cui è stata aggiunta la funzione Story Album per creare raccolte in base agli eventi o a date particolari, così se siete stati ad un compleanno non dovrete faticare a raccogliere le foto oppure nel caso andaste in viaggio il telefono vi suggerirà automaticamente di creare l’album ad esso dedicato, a cui per altro è possibile abbinare news, appunti, posizioni gps e previsioni meteo.

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Non mancano poi tutte quelle S-Funzioni che Samsung non manca mai di aggiungere ai suoi smartphone. S-Funzioni non è dispregiativo, chiariamolo subito. Semplicemente è dettato dal fatto che la società inserisca spesso e volentieri una S prima della feature, così vi ricordate che è di Samsung che stiamo parlando. Quest’anno hanno fatto il loro ingresso: S Translator, S Voice Drive e S Knox. Il primo è per la traduzione istantanea, scritta o vocale, il secondo è per usare lo smartphone durante la guida usando solo i comandi vocali, mentre il terzo nasce per rispondere ad un’esigenza legata soprattutto a chi il telefono lo sfrutta per il business. S Knox permette di avere un profilo personale e uno dedicato al lavoro, un po’ come fa BlackBerry, che a questo punto deve seriamente preoccuparsi visto che già le vendite vanno maluccio e ora qualcuno minaccia anche il suo territorio in modo particolarmente diretto.

Infine in casa Samsung non si sono dimenticati delle comode funzioni già introdotte con il Galaxy S3 e volte a rendere l’interazione con il telefono più naturale possibile, ma soprattutto smart. Così potete distrarvi mentre guardate un video perché tanto il vostro smartphone lo mette in pausa se guardate altrove (Smart Pause), ma potete anche usare lo sguardo per lo scrolling delle pagine (Smart Scroll) o contare sull’auto-adattamento di luminosità (Adapt Display) e volume (Adapt Sound).

Concludono la gamma delle features le funzioni Air View, per visualizzare l’anteprima di email, immagini, video e così via, Air Gesture, così potete usare le vostre mani per cambiare brano o rispondere ad una chiamata, e Group Play, per la condivisione rapida tra due Galaxy sfruttando il Wi-Fi Direct.

Designer in sciopero

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Lo teorizzo senza cattiveria, solo perché non mi spiego in altro modo la scelta legata al design fatta da Samsung. Insomma, o i designer sono in sciopero oppure erano veramente a corto di idee e in preda all’esasperazione qualcuno si è alzato in piedi urlando: “Lo facciamo uguale all’S3!“.

Apple insegna che bastano poche modifiche per far urlare al miracolo, quindi la domanda è: perché lasciarlo uguale? Perché non aggiungere o togliere qualcosa? E no, non è “Squadra che vince non si cambia” perché siamo ben lontani dalla perfezione delle forme e l’impressione è sempre stata quella di una totale mancanza di fantasia. Si poteva fare qualcosa di meglio, si poteva rischiare un po’ di più invece di posizionarsi lì, a metà tra il nuovo Note e il vecchio Galaxy.

[pullquote align=”right”]Solito design, soliti materiali. A corto di fantasia Samsung?[/pullquote]Si poteva per il design, ma si doveva per i materiali. Possiamo chiamarlo policarbonato se volete, ma è plastica. Non che sia una questione di vitale importanza e che la plastica sia pessima. Anche il mio Nexus S è di plastica ed è sopravvissuto a voli che voi umani potete soltanto immaginare nei vostri sogni più fantascientifici. Il mio telefono però ha una certa età ormai e all’epoca faceva la sua bella figura comunque. Samsung compete direttamente con Apple e a Cupertino sui materiali non si risparmia troppo perché se chiedi 700 euro per un telefono devi giustificarli con una qualità costruttiva al limite dell’impeccabile.

Ormai è tardi e Samsung ha fatto le sue scelte, ma per l’anno prossimo il duo design+materiali che va avanti da 2 anni sarebbe meglio cambiarlo perché i fondi ci sono e le menti per farlo anche. Rischiate, voi che potete!

Comprarlo o non comprarlo, questo è il problema?

No, indubbiamente il problema non è questo. L’acquisto dipenderà da molti fattori: fondi a disposizione, bisogno di un nuovo telefono, interesse per qualche funzione, dipendenza da tecnologia… Insomma, non spetta a me dirvi se dovete o meno investire i vostri fondi in un Galaxy S4 perché è un ottimo telefono, ma non molto diverso da chi l’ha preceduto e per altro chi l’ha preceduto adesso costerà parecchio meno.

Il problema è aver preso ispirazione dal concorrente sbagliato, o meglio, l’aver scelto di porsi sullo stesso piano della Apple, con le stesse strategie, sperando di batterla sul suo stesso territorio.  Il risultato per ora è una generale sensazione di scopiazzatura, mista a delusione e accompagnata da quel senso di esagerazione che si è palesato durante la presentazione newyorkese.

Detto questo, fateci sapere se a voi è piaciuto o meno. Siamo curiosi di scoprire se siamo gli unici a vederla in modo così pessimistico.

Samsung e il Galaxy S3+1 ultima modifica: 2013-03-23T09:00:33+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi