Ultimamente abbiamo partecipato ad alcuni eventi piuttosto interessanti, su tutti la Games Week, di cui vi abbiamo parlato nel podcast e il lancio di Halo 4. In nessun caso però abbiamo pensato di scrivere un articolo a riguardo, vuoi perché c’è il podcast, vuoi perché un “è uscito Halo 4 e siamo stati alla festa con l’ex velina vestita da Cortana” non ci sembrava particolarmente interessante come post. Il 30 novembre però siamo andati ad un evento organizzato da Samsung che voleva celebrare l’arrivo di Angry Birds sulla Smart TV e siamo rimasti particolarmente colpiti da una frase detta Stefano Magni,  Trade Marketing Manager dell’azienda, durante la presentazione: “Samsung non vuole entrare nel settore del gaming“.

Perché no? Insomma, non sarebbe una cattiva idea. Non stiamo ovviamente parlando di entrare nell’industria videoludica producendo una console che possa competere con quelle attuali. [pullquote align=”left”]Una console Samsung? Praticamente un suicidio programmato[/pullquote]Prima di tutto non se ne sente il bisogno e, in secondo luogo, partirebbe così svantaggiata da essere soltanto una spesa enorme per Samsung a fronte di ricavi pari al nulla, perché la piattaforma potrebbe anche essere interessante, ma per vedere serve una line-up con cui intrattenere l’utente e pensarne una davvero competitiva quando dall’altra parte ci sono gli Halo, gli Uncharted, i Super Mario, i Call of Duty & Co. è un’impresa suicida al momento.

Quello che invece Samsung potrebbe davvero fare è sfruttare quello che ha attualmente per creare un nuovo modo di vivere e intendere i videogiochi, o meglio per reinventare quello che c’è già, ma è ancora appannaggio di un certo tipo di utenza.

Facciamo due conti.

L’azienda coreana ha:

  • una certa conoscenza di Android;
  • terminali che si parlano tra loro grazie ad applicazioni pensate ad hoc;
  • una televisione intelligente, la Smart TV, con webcam integrata e capace di tracciare i movimenti, ma anche di rispondere ai comandi vocali;
  • un numero di partner piuttosto interessante;
  • un suo store.
A proposito, leggi anche:   Racconta il tuo futuro ad Econocom: con On Challenge vinci prodotti Samsung

E soldi. Perché Samsung è una società in attivo che vanta guadagni davvero consistenti, cosa nota all’universo perché non si trattengono mai quando si tratta di vantarsi un po’ (ma la concorrenza fa lo stesso spesso e volentieri).

Praticamente l’azienda ha la piattaforma (Android), ha l’hardware (Tv, telefoni e tablet), ha partner per pensare qualche gioco interessante e uno store per distribuirli.

[pullquote align=”right”]Mai perdere le occasioni per innovare, cara Samsung[/pullquote]Cosa stiamo suggerendo? Semplicemente che è un’occasione. Nessuno sano di mente comprerà mai una Smart TV perché c’è Angry Birds. Possiamo giocarlo tutti altrove, compreso il browser del pc. Sarebbe persino più economico prendere la trilogia per console a 35 euro piuttosto che acquistare 1000 euro di televisore. La differenza potrebbero farla invece una serie di videogames capaci di sfruttare i sensori della Smart TV (simili a quelli di Kinect, ma molto meno efficienti purtroppo) e i device Android.

Insomma, l’occasione per sviluppare videogiochi con comandi vocali, che rispondono al movimento e/o che addirittura possiamo tranquillamente governare col touch su un tablet o uno smartphone c’è e si vede. Ovviamente la falsa riga sarà sempre quella dei giochi per smartphone o comunque qualcosa di light dedicato a tutta la famiglia, ma non sarebbe una pessima idea, non sarebbe in diretta competizione con le console odierne e aggiungerebbe all’ecosistema Samsung qualcosa di originale battendo la concorrenza sul tempo.

Niente hardcore gaming per l’azienda coreana, ma un pensierino sul casual gaming da salotto forse dovrebbero farlo.

 

Samsung: Angry Birds sì, ma il gaming no ultima modifica: 2012-12-06T17:00:15+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi