“Se abbiamo bisogno di una applicazione sui Pokémon per uscire di casa e incontrare nuove persone abbiamo fallito.”

Questa è la frase che sempre più spesso leggiamo da parte di quelle persone che fanno propria la lotta all’app di Niantic.

Un velo di ipocrisia, un q.b.  di incoerenza, un pizzico di retorica e una noce di verità ed ecco a voi lo slogan di una guerra vera e propria, contro un’applicazione per smartphone e contro dei bambini, dei ragazzi, delle persone che la utilizzano e ne fanno un piacevole passatempo.

Siamo tutti d’accordo (spero) che non sia l’app in sé ad essere pericolosa, viste le milioni di condivisioni sulle morti per distrazione, cadaveri ritrovati e via discorrendo, ma l’utilizzatore sconsiderato ad essere pericoloso (ndr-Robojoker). D’altronde sarebbe come dire che è colpa dei fucili se le persone vengono colpite da un proiettile.

Mi piacerebbe però partire dall’assunto che la frase cavallo di battaglia del movimento anti Pokémon (fa ridere detto così!) sia degna di esser presa in considerazione.

Abbiamo fallito? Probabilmente sì.

Ok, ma questa app in un certo senso è una soluzione, o no? Cioè…cioè…se abbiamo fallito e questa app ci fa uscire di casa, è un bene, no?

Mi piacerebbe vedere le vostre facce e i vostri occhi in questo momento, un piccolo cortocircuito, un castello di carte che con un soffio di razionalità vola via.

Ora però andiamo avanti.

abbiamo fallito

ci avete un po’ rotto le uova

Siamo tutti d’accordo anche (ri-spero) che non siamo tutti uguali (meno male) e che non tutti hanno la stessa capacità di socializzare di qualcun altro. Usiamo un’app come Pokémon go per uscire, incontrare nuove persone, scambiare due parole e forse fare amicizia. Del resto, quanti di voi usano Tinder, utile per ben altri scòpi (l’accento è necessario sennò capite male)?

Non trovo nulla di male, se penso a dei ragazzi che trovano uno stato di conforto nei videogames piuttosto che in una sala da ballo di una discoteca, e non mi sento per nulla arrabbiato se penso che tramite un videogioco si possa creare una reale interazione tra utenti, una socialità che in altre maniere non sarebbe possibile perché è difficile trovarsi quando spesso si sta in casa perché non si hanno amici con cui condividere una passione.

Da questa bella ipocrisia che ci spinge a giudicare le persone, perché così possiamo innalzarci a essere perfetti e senza macchia, generiamo un paradosso di forme immense.

Gli articoli costruiti per alimentare il dissenso generale, la divisione, le differenze tra noi e voi, ci rendono solo nemici.

“Dividiamo il mondo per non aver più paura,

lo dividiamo in giusto e sbagliato,

in bianco o nero,

in veri uomini e femminucce,

nello status quo e in quello che ci spaventa

ci piacerebbe un mondo in codice binario,

ma non è così semplice”

Con questa citazione di Tim Minchin, vi saluto, tuttavia scrivendo queste ultime righe, di questa lettera aperta agli “haters” del gioco mi viene da pensare:<<ma non è che intorno casa loro non si cattura niente?>>

“Se abbiamo bisogno di un’app per uscire di casa, abbiamo fallito davvero?” ultima modifica: 2016-07-25T08:00:17+00:00 da ScarSo+ScarZo

Scritto da ScarSo+ScarZo

Direttamente dalle lande sperdute del web, arrivano due ragazzi abbastanza scarsi che decidono di dedicarsi ad un frenetico gameplaying di vecchie glorie e non.