Natale è ormai alle porte, l’albero è addobbato, il presepe inizia a prendere forma, il pandoro è zuccherato ed il palinsesto televisivo italiano sembra volercelo ricordare ad ogni serata da qui a capodanno. Esistono infatti una serie di film che vengono puntualmente riproposti ad ogni ultima decade di ogni ultimo mese di ogni anno e tra bambini viziati che restano da soli in casa seminando il panico, barboni che divengono milionari, vacanze di italiani che si avventurano tra Egitto, New York, Miami, India e a momenti Luna, Giove e Plutone, ma che comunque mantengono una connotazione pseudo – natalizia, vi sono anche pellicole che senza nessun apparente motivo compaiono nelle nostre scatoline magiche sempre più ultra piatte in suddetto periodo. Tra questi vi è The Goonies, film non certo eccelso ma facente parte di quella schiera di pellicole anni ’80 che hanno contribuito a far crescere e sognare chiunque risulti nato dall’anno del boicottaggio alle olimpiadi di Mosca da parte degli Stati Uniti all’anno della caduta del Muro di Berlino.

The Goonies, come dicevamo, si inserisce quindi in un filone di film che appartiene alle categorie commedia/fantascienza che passano per titoli come Howard e il destino del mondo, La storia infinita, Ritorno al futuro, I Gremlins e che hanno contribuito, se non alla storia del cinema, sicuramente alla storia personale di ognuno di noi.

La pellicola esce al cinema appunto nel 1985 con la regia di Richard Donner su soggetto di Steven Spielberg, che fu anche produttore del film e senz’altro tra i maggiori protagonisti del fenomeno in questione.

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Il film è incentrato sulle vicende di un gruppo di ragazzini molto amici che si ritrovano a dover lottare con tutte le proprie forze con un mostro enorme : il capitalismo americano, il loro quartiere e le loro case sono infatti minacciate di distruzione da una grande corporation che vuole acquistare tutto e trasformarlo in un grande campo da golf.

Il loro destino si incrocerà con quello di un’altra banda, ma di ladri, alla ricerca di un grosso tesoro disperso nei fondali marini all’interno del galeone del pirata Willy L’orbo, banda guidata da una tenace madre che sembra aver educato i propri figli a pane e truffe ed al cui interno troviamo lo storpio Sloth che seppure uomo adulto, incarna perfettamente ancora l’anima e l’onestà di un bambino, una sorta di rito di passaggio e di volontà di mettere in risalto l’animo candido e sincero che spinge le azioni dei bambini, in contrasto con quello spietato e avido degli adulti, rappresentati sia dalla banda di ladri maldestri che dal gruppo di imprenditori.

Una pellicola che come dicevamo non è di certo eccelsa, ma ottima rappresentante di una generazione che, forse, ai sogni ci crede ancora e magari il motivo di questa continua riproposizione a cadenza annuale è proprio la volontà di far sognare gli adulti, o più realisticamente la mancanza di volontà nel comprare diritti per film più recenti.

Forse in questo caso, l’avarizia, ci rende servizio.

 

Natale si avvicina, Willy l’orbo pure! ultima modifica: 2012-12-12T12:00:49+00:00 da Mario Cerutti

Scritto da Mario Cerutti

Nato nel settore ZZ9 Plurale Z Alfa e da li mai trasferitosi, decide, preso dalla noia, di studiare comunicazione, e travolto dalla vita a fare poi tutt'altro. Ho molte passioni e poco tempo per goderne. Nel tempo libero vivo.