Quando qualche emittente televisiva decide di uccidere una serie TV, un fandom si dispera. Il cimitero dei telefilm è grandissimo, perciò un solo articolo non bastava; esaminiamo dunque, altri capolavori ingiustamente cancellati.

 

Firefly

Firefly

Era il 2002 quando Joss Whedon, sceneggiatore, produttore televisivo e cinematografico, fumettista,  compositore statunitense e soprattutto regista di successo, portò sulle tv americane e canadesi una serie che univa due mondi apparentemente opposti: quello del western e quello della fantascienza.

Firefly è uno di quei telefilm che dietro l’ironia dei personaggi e le situazioni adrenaliniche nasconde il dramma del divario tra ricchi e poveri, tra megalopoli super tecnologiche e mondi che somigliano tanto al Far West che il cinema italiano sapeva raccontare così bene. Niente però vi vieta di godervi senza pensieri i 14 episodi di questa serie incompiuta che vede come protagonista il capitano Malcom Raynolds (interpretato da un sempre ottimo Nathan Fillion) e il resto dell’equipaggio della Serenity, la nave da trasporto di classe Firefly che li accompagna in ogni singola avventura, da quelle più eroiche a quelle meramente illegali.

Pochi episodi, sì, ma sufficienti a farvi innamorare della serie che vi trasporta in una sorta di strano universo parallelo in cui modernità e passato convivono con qualche difficoltà e dove uno strano team, composto da personaggi profondamente diversi, riesce alla fine a trasformarsi in una sorta di famiglia dove ogni membro ha un suo peso e una sua funzione. Fortunatamente Firefly è uno dei pochi telefilm interrotti che vanta comunque un finale, quello che Whedon ha regalato ai fan con il film Serenity, uscito nel 2005 e piuttosto apprezzato dalla critica del settore, anche se il botteghino ha fornito un riscontro diverso.

Alphas

Alphas

Ve lo ricordate Heroes? Bene, se dovesse essere una parte della parola “fantascienza”, Alphas sarebbe più scienza che fanta, al contrario del sopracitato maggiore esponente delle serie TV con protagonisti personaggi dai poteri paranormali. Ogni abilità è spiegata scientificamente dal dottor Lee Rosen, che segue in un percorso psicologico i suoi pazienti dotati di doni straordinari, coinvolgendo l’allegra banda nell’individuare altri Alphas e nel fermare il visionario Stanton Parish e la sua teoria dell’evoluzione della specie. Un viaggio tra luci e buio, tra aspetti positivi e negativi, tra psiche e azione, Alphas è stato cancellato con un terribile cliffhanger al termine della seconda stagione, dopo il successo enorme del pilot. Colpa forse della prima stagione un po’ lenta? Syfy pugnala alle spalle il suo gioiellino, lasciando i suoi (pochi) fans orfani di un telefilm che aveva tutte le carte in regola per essere apprezzato dagli amanti del genere. Tra i maggiori esponenti del disagio dopo la cancellazione della serie, v’è nientepopòdimenoché Sheldon Cooper, che ci mostra la sua reazione alla scoperta dell’uccisione del telefilm. (contiene spoiler)

Alphas è morto tra l’indifferenza della gente, ma Sheldon ha reso giustizia a questa piccola perla. Da guardare.

Sherlock

Sherlock

Dall’America all’Inghilterra perché non di sole serie statunitensi si vive, anzi, spesso la Britannia ci regala piccole perle televisive, come Sherlock. Due stagioni che però contano solo 3 episodi a testa e un’interruzione che sa di ingiustizia estrema e che ha lasciato con il fiato sospeso migliaia di appassionati che aveva ritrovato nell’interpretazione di Benedict Cumberbatch tutto il fascino dell’originale Sherlock Holmes descritto da Conan Doyle nei suoi libri.

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L’idea era sicuramente originale: translare nel XXI secolo un personaggio che esercita fascino fin da quando esordì nel 1887 con Uno studio in rosso. Cambia qualcosa, ma lui, il protagonista, sembra lo stesso di 130 anni fa, solo che si ritrova in una Londra molto più moderna e alle prese con apparecchiature al passo con i tempi (ma non troppo). Tutto è come lo ricordiamo: l’appeal della capitale inglese, il buon vecchio Watson interpretato da un ottimo Martin Freeman, gli strani esperimenti in casa, i rapporti con la polizia, il genio di un uomo a cui il mondo sembra stare stretto e l’intelletto di un altro che il mondo vorrebbe conquistarlo. C’è Holmes e c’è Moriarty, che sorge a nuova vita grazie all’attore Andrew Scott.

La serie era indubbiamente una delle più promettenti degli ultimi anni, ma purtroppo la sospensione non ha sorpreso particolarmente considerando che già le riprese della seconda stagione furono particolarmente complesse da girare per via degli impegni dei due protagonisti, impegnati con Lo Hobbit. Chissà che un giorno però la BBC non torni sui suoi passi… Per ora si parla vagamente di terza stagione  (ma non esistono certezze sulla fine delle riprese e ancora meno sulla data della messa in honda) e di una presunta quarta che dovrebbe giungere addirittura nel 2015. Insomma, vedremo che fine farà Sherlock.

Dollhouse

Dollhouse

Joss Whedon, rieccoci. La figura più imponente del piccolo schermo crea un capolavoro racchiuso in due stagioni intense, sofferte, oscure. Dollhouse ci mette faccia a faccia con la dura realtà: non esistono le favole, la mente è uno strumento prezioso e potente, le emozioni possono essere cancellate e programmate, l’essere umano rappresentato nei telefilm non è sempre racchiuso in schemi buono/cattivo. Non qui. Nella casa delle bambole esistono davvero individui giocattolo da usare a proprio piacimento, se si è estremamente ricchi e disperati allo stesso tempo. Caroline (Eliza Dushku) ci finisce per sbaglio, altri per cancellare traumi della loro esistenza. Non parliamo di pillole che fanno dimenticare, ma di vera e propria formattazione del cervello e di una sua successiva riprogrammazione. Scambi di personalità, di vite, di ricordi. Perciò nella Dollhouse i clienti decidono di affittare un’amante particolare, una donna che li ami davvero per un solo giorno, una figura professionale, la moglie defunta. I personaggi conducono la loro anonima vita con delle storie volte a comprendere il grosso mistero che c’è sotto la Dollhouse e l’animo umano. Mozzafiato, dal finale sconvolgente, senza pietà, l’opera più matura del maestro Whedon che con questa serie TV si supera mostrandoci il peggio dell’essere umano.

Non abbiate paura di guardarlo, perché fortunatamente è stato dato un degno finale, con una porta aperta ad un futuro che certamente, per Dollhouse, non ci sarà.

Un grazie speciale ad Erika per aver scritto di Sherlock e Firefly in questo articolo featuring!

Meteore seriali II – La vendetta ultima modifica: 2013-05-25T02:48:32+00:00 da Anna Sidoti

Scritto da Anna Sidoti

Non sono ancora così famosa da avere una biografia.