Inauguriamo con questo articolo Lui vs. Lei, la nuova e inusuale rubrica dedicata al mondo dei videogames in cui vedremo protagonisti un videogiocatore e una videogiocatrice, pronti a punzecchiarsi fra loro con scambi di opinione in merito ai loro giochi preferiti. Oggi parliamo di Dead Island, a Lui gli zombie piace massacrarli di botte, Lei li troverà affascinanti?

Trama

Isola di Banoi, un paradiso al largo della Papua Nuona Guinea. E inutile che andiate a cercare su Google… l’isola non esiste… ma la Papua Nuova Guinea, sì (la lezione di geografica ci sta sempre).
Un paradiso tropicale. Vi ritroverete circondati da foreste lussureggianti, da spiagge da favola, da resort a 5 stelle e… da zombie.

Il tutto ha inizio in uno degli hotel a 5 stelle di cui vi facevo menzione poc’anzi, una voce proveniente dagli altoparlanti sparsi nell’hotel vi chiederà di evacuare la struttura. Per ora non ne saprete ancora il motivo ma ben presto vi accorgerete che il tizio che fino a ieri era il vostro vicino di ombrellone si è trasformato, a causa di un virus, in uno zombie e non vorrà fare altro che divorare le vostre abbronzate carni.

Inizierà così la vostra missione per salvare i superstiti rimasti sull’isola in modo che non si ritrovino a fare la fine degli altri infetti: con il cranio spappolato.

Panoramica sulla tecnica e sulle meccaniche

Ad accompagnare un gameplay corposo, con qualche piccola difficoltà a prendere familiarità con i comandi, c’è il Chrome Engine 5, motore grafico proprietario di Techland.

Grazie a tale engine Dead Island regala momenti spettacolari osservando dalla distanza i paesaggi di Banoi, grazie alla veloce ricomposizione del vasto scenario, ma che sacrifica tuttavia i caricamenti della maggior parte delle texture che ci circondano.

D’altro canto non possiamo lamentarci degli effetti di luce, che se a volte rivelano ombre non del tutto perfette, ci ripagano con sequenze molto piacevoli alla luce del giorno (cercate solo di non approfittarne per abbronzarvi).

Aspetto finale, ma non meno importante, del Chrome Engine è la fisica, che si dimostra all’altezza delle aspettative per un gioco in cui gli scontri con armi bianche sono all’ordine del giorno. Il massacro degli zombie è reso molto più appagante grazie agli smembramenti, decapitazioni e addirittura rotture di ossa, con la finalità di arrivare ai colpi critici e mettere a segno un grande quantitativo di danni. Naturalmente di sangue ne schizzeranno secchi interi, anche sul nostro personaggio, vi consigliamo quindi di farvi un bel bagno in piscina quando ne avete l’occasione.

Piacevole il comparto audio, che dirige questo survival zombie con musiche a volte rilassanti e molto godibili durante le fasi di esplorazione, a volte inquietanti e persino ansiogene quando iniziamo una quest ad alto tasso adrenalinico.

Essendo in primis un gioco di ruolo non manca un sistema di livelli e di skills, molto equilibrato per tutte le classi giocabili, fornendo un alto numero di skills per i combattimenti, la vitalità e potenti abilità. Il punto forte di Dead Island è la modalità cooperativa: sin dalla prima quest è possibile giocare con più giocatori fino a un massimo di 4 in una singola lobby.

Opinioni – Pako

Ho sempre adorato i survival horror con gli zombie, passando dal più classico Left 4 Dead al più alternativo Dead Rising. Inoltre sono un grande appassionato di RPG, sapevo dunque che Dead Island era il gioco adatto a me.

Già dalle prime battute ho capito che mi trovavo di fronte a un gioco qualitativamente sorprendente, con un’ambientazione a dir poco spettacolare e con tanta libertà di movimento. Ma a volte tale spettacolarità finiva per calare dopo aver scoperto gli innumerevoli difetti delle texture, facendomi dannare a dispetto del livello complessivo dei dettagli.

Se all’inizio il ritmo delle quest sembrava piuttosto incalzante, avanzando ho scoperto uno dei punti deboli di Dead Island: la ripetitività. Proseguendo col gioco ho trovato molte fasi monotone che riguardavano per lo più quest secondarie, il cui andazzo fin troppo simile ad altre missioni sfociava inevitabilmente in momenti noiosi.

A proposito, leggi anche:   Lui vs. Lei #7, è tempo di indie!

Dopo aver giocato una buona dose di ore in modalità cooperativa non posso che apprezzare il lavoro svolto da Techland. Unica nota dolente, per alcuni, il loot non condivisibile tra i giocatori, che ci costringe così a “rubarlo” una volta droppato dai nemici; sono sicuro che non sono l’unico ad essere rimasto a mani vuote dopo aver massacrato orde di zombie e aver urlato contro qualche americanaccio ladrone.

Un altro aspetto tecnico di Dead Island che non sono riuscito a digerire del tutto sono i controlli, che ho considerato piuttosto macchinosi sin dall’inizio del gioco, con una legnosa sensibilità e una telecamera che non rinuncia a creare ulteriori problemi. Essendo un gioco d’azione in soggettiva, nel quale il controllo è tutto, mi sarei aspettato una maggiore dinamicità, naturalmente non si può pretendere tutto.

Cosa dire della trama? L’ho trovata abbastanza sotto tono e poco stimolante, con più bassi che alti e con quella sensazione che “si poteva fare di più”. Gli ultimi pensieri li dirigo al comparto sonoro: apprezzate le musiche e i suoni delle bastonate che si danno ai morti viventi, che rendono il tutto più soddisfacente. Devo ammettere inoltre di essere caduto dalla sedia più di una volta quando gli zombie hanno deciso di assalirmi improvvisamente, alitandomi in faccia.

In definitiva trovo Dead Island un ottimo gioco da giocare con gli amici online, con eccellenti meccaniche ruolistiche e action. Divertente e appagante, ma che rischia di inciampare in qualche fosso a causa dei diversi difetti tecnici, che colpiscono in parte la grafica e qualche comando, e dello sfondo narrativo poco presente.

Consigliato a tutti gli amanti dei giochi di ruolo action e un must have per gli appassionati dei survival zombie.

Opinioni – Fjona

Non sono mai stata una grande appassionata di giochi survival horror, ma l’idea di spappolare crani mi ha sempre esaltata! Ho trovato Dead Island un buon tentativo di mix di vari generi. Una visuale in prima persona con caratteristiche di un RPG (alla Oblivion per intenderci), open world quanto basta, infarcito con diversi tipi di armi (modificabili) che vanno dalle armi bianche (le mie preferite) alle armi da fuoco.

La visuale in prima persone è una scelta coraggiosa ma allo stesso tempo penalizzante. Si finisce per non avere mai completamente il polso della situazione, soprattutto quando si viene circondati da questi esseri marci (in costume da bagno) non si riesce a vedere se ti stanno attaccando alle spalle o se ti ignorano completamente. Di conseguenza la pianificazione delle uccisioni di massa è praticamente impossibile. Si va, quindi, di colpi di mannaia indiscriminati data anche la poca precisione dei colpi inferti.

Graficamente lo scenario si presenta ben dettagliato con dei panorami mozzafiato… peccato che poi quando vi correrà incontro il vostro vicino di ombrellone zombificato vi accorgerete che i dettagli del viso e del resto delle membra saranno appena abbozzati e non doneranno al gioco lo stesso smalto datogli dall’ambientazione. Un contrasto significante.

In generale è risultato un gioco piacevole e abbastanza scorrevole; dico abbastanza perché ogni tanto la monotonia prende il sopravvento facendo passare completamente la voglia di dedicarsi alle side quest.

La modalità co-op non l’ho provata… perché la smania di averlo subito mi ha portata a comprarlo per PS3 e non per Xbox360 (in quel momento in negozio avevano solo quello!). Di conseguenza mi sono trovata sola soletta e non ho potuto far altro che giocarlo in single player (che mi serva di lezione per la prossima volta).

Quindi, se non lo avete acquistato fatelo al più presto perché con 30 euro circa vi portata a casa la GOTY edition che vale molto di più di certe porcherie da 70 euro che trovare in giro in questo periodo!

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Lui vs. Lei #1 – Dead Island ultima modifica: 2012-09-06T10:00:51+00:00 da Pasquale Fusco

Scritto da Pasquale Fusco

Pasquale, 21 anni, studente. Vivo nel Vault 101, nel tempo libero addestro giovani Sith e scrivo per Abits e Console Planet.