Le Storie sono una bellissima iniziativa della Sergio Bonelli Editore: un racconto lungo 114 tavole, un genere diverso ogni mese, autori più o meno famosi al lavoro sui testi e i disegni.

Giunte ormai al numero 44, le Storie hanno prodotto ottimi risultati in termini narrativi – non entro nel merito delle vendite perché non ho alcun dato al riguardo: ho letto delle appassionanti storie di fantascienza, degli horror terrificanti, mi sono appassionato alla narrativa bellica e, ultimo ma non meno importante, ho allargato il bacino di autori che seguo volentieri.

Le Storie, quindi, sono una di quelle iniziative editoriali che io compro con grande piacere e che mi fanno sperare in un avvicinamento ancora maggiore al media fumetto da parte del grande pubblico.

Oggi parliamo del numero di maggio, ancora in edicola: Xamu di Gigi Simeoni e Alessandro Giordano.

Xamu

La copertina dell’albo, a cura di Aldo Di Gennaro

Come ogni mese, ho comprato puntualmente l’albo, mi sono seduto sul divano di casa e mi sono abbandonato alla lettura, eccitato all’idea di viaggi interstellari e battaglie dove nessuno può sentirti gridare (se non hai colto la citazione cinematografica, vatti a recuperare i fondamentali del genere).

Peccato che la mia reazione, alla fine del volume, sia stata questa:

Cos’è mancato in questa storia? Me lo sono chiesto un bel po’ di volte, prima di scrivere questo articolo (perché non mi piace l’idea di bocciare un fumetto solo per averlo letto in maniera superficiale).

La risposta l’ho trovata alla terza rilettura: manca lo spazio. Non inteso come spazio interstellare ma proprio come spazio per la storia. In questo caso le tavole necessarie a sviluppare il rapporto tra i personaggi (tra Jack Alter-Alter, vero protagonista della storia e il suo buddy robotico Bully, tra Jack e Xamu, tra Jack e il padre, tra Bully e Xamu) avrebbero dovuto essere il doppio. E forse manco sarebbero bastate.

Il materiale contenuto in questo volume è talmente tanto vasto da poter tranquillamente coprire una serie regolare. Immaginatevela per un istante: le avventure di un cacciatore di taglie interstellare, con al seguito una ciurma composta da un robot più umano di lui, il padre alcolizzato e Xamu, un esperimento genetico la cui caratteristica è l’estrema adattabilità alle condizioni esterne. Io la comprerei subito.

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Questo giustifica i personaggi piatti dell’albo? La mia incapacità di provare empatia per la piccola Xamu? L’impossibilità di trovare simpatico il robottone? No, perché se hai a disposizione un numero preciso di tavole, il tuo compito è far sì che tutto si sviluppi entro quel limite.

Gigi Simeoni, questo mese, non c’è riuscito. E dire che io ho adorato Gli occhi e il buio e Stria (entrambi della serie “Romanzi a fumetti“), oppure Amore Nero, sempre per Le Storie, di cui lui ha curato il soggetto, la sceneggiatura e i disegni. Un po’ meno Oxid Age ma non si può avere tutto.

Sul fronte dei disegni, invece, è stato un numero davvero spettacolare: Alessandro Giordano esordisce con un tratto duro e incisivo che non ha nulla da invidiare ai colleghi più navigati. Nonostante la gabbia classica della casa editrice milanese sia rigorosamente rispettata, il giovane disegnatore passa tranquillamente dalle profondità dello spazio (andate a guardare la tavola a pagina 16 e poi ne riparliamo) alle claustrofobiche stanzette delle astronavi, senza perdere un colpo.

Sono rimasto molto colpito anche dal modo in cui Giordano tratteggia i volti, umani e non, caratterizzandoli con pochi, efficaci tratti (a proposito di volti, ci sono alcuni personaggi che da soli meriterebbero un approfondimento… vedi, per esempio, il lucertolone con la tazza di caffè che vive solo a pagina 36).

Per chiudere, un numero che da solo non basta.

È tempo di votazione!

Buona lettura!

Le storie Bonelli: Xamu ultima modifica: 2016-05-31T08:00:03+00:00 da Felice Garofalo

Scritto da Felice Garofalo

Leggo, guardo e prendo appunti, mentre lo spazio libero sulla mia libreria si assottiglia sempre di più.