monkey_island_headerI videogiochi stanno cambiando, prendono una strada che probabilmente non tutti vorranno percorrere, i soldi iniziano ad uccidere l’immaginazione e probabilmente le nuove console monteranno dispositivi che le renderà sempre più potenti ed immersive, ma rinunciando a cosa? Un po’ come avvenne per il cinema la magia inizia a perdersi, diciamo che la fase Méliès è finita, o perlomeno sopravvive in piccolissime dosi, e che le sale sono piene di Spielberg. E se noi pensassimo alla magia dei primi videogames?

[pullquote align=”left”]Il fascino del retro gaming è ancora intatto e pronto ad essere riscoperto[/pullquote]Torna in mente un tempo perduto, quello dei primi giochi, quegli 8 o 16 bit che per noi, generazioni cresciute coi primi videogames, rappresentavano molto più di un passatempo, una sorta di magnetismo magico, di attesa spasmodica, di livelli che sembravano infiniti e troppo brevi allo stesso tempo. Senza schede di memoria e punti di salvataggio, giochi da fruire tutti d’un fiato dall’inizio alla fine, come un bel film da cui non puoi staccarti. Giochi che ti venivano regalati in rare occasioni e con cui dovevi passare pomeriggi di anni. Giochi di cui conoscevi ogni singolo pixel, ogni singolo segreto. Ogni minimo particolare. Giochi di cui potevi benissimo essere un Beta-Tester. Quei giochi che se adesso a dieci o quindici anni di distanza decidi di rigiocarci li ricordi ancora a memoria con perizia di particolari. È di questi giochi che vi parliamo oggi e negli appuntamenti futuri di RetroBits, questa nuova rubrica dedicato al retro gaming. Della magia che sopravvive ancora all’interno di ognuno di noi.

Oggi Andrea (Savoca) ci parla di Monkey Island.

monkey_island_1[quote]”Guarda! Una scimmia a tre teste!”[/quote]

Chi conosce questa frase ha certamente passato un’infanzia felice. Si tratta infatti di una delle celebri frasi tratte da Monkey Island, la mitica saga “punta e clicca” che ha saputo trasformare milioni di videogiocatori in temibili pirati. Più o meno.

Come dimenticare l’eroe incompreso, il protagonista di quest’avventura targata LucasArts, l’intrapendente Guybrush Threepwood? Facciamo un breve, brevissimo riassunto della trama: Guybrush è un giovanotto dal viso d’angelo deciso a diventare un temibile pirata, disposto a tutto per coronare il proprio sogno. Nonostante la scarsa propensione alla professione piratesca, si trova ad affrontare un’avventura incredibile, tra filibustieri senza scrupoli, un amore impossibile, un’isola misteriosa e un terribile pirata fantasma, LeChuck.

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[pullquote align=”right”]La sua vera forza? La comicità[/pullquote]Ma la vera peculiarità di questo epico videogioco, ambientato nei Caraibi di diversi secoli fa, è senza dubbio la comicità che accompagna l’evolversi della storia. Demenzialità, probabilmente. Lo sviluppo del gioco è infatti costantemente caratterizzato da buffe situazioni e enigmi risolvibili solo con tanta… stupidità! Ed è proprio questo che ha tenuto incollati a mouse e tastiere tantissimi utenti, giovani e meno giovani, che portano ancora nel cuore ogni singolo momento trascorso nei panni di Guybrush.

La saga include complessivamente 5 titoli, anche se a farne un successo senza eguali sono probabilmente i primi due capitoli, The Secret of Monkey Island (del 1990) e LeChuk’s Revenge (del 1991). Grafica ai minimi termini, tanti pixel e audio limitato a qualche canzone a pochi bit ad accompagnare i momenti critici della trama, frutto del motore SCUMM. Senza dimenticare gli eccezionali dialoghi, i combattimenti “a insulti”, le scimmie a tre teste, cotton fioc giganti e polli di gomma.

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Chi di noi maschietti non si è poi innamorato perdutamente della bellissima (e tenace) Elaine Marley, la governatrice per cui il giovane Threpwood solcherà i mari per sconfiggere il suo acerrimo nemico e ottenerne la mano? Una storia d’amore che fa da sfondo ad un racconto indimenticabile, capace di tirar fuori il pirata-imbranato dentro ognuno di noi, regalandoci momenti di pura gioia e divertimento che nemmeno la più recente scheda grafica, RAM o processore potranno mai offrirci nuovamente.

I giochi di una volta non li fanno più, ma è possibile giocare ancora a questi titoli (fortunatamente) grazie ai vari emulatori per PC e Mac. Secondo noi il migliore è ScummVM, che consente di rivivere anche altre avventure punta e clicca per le quali Monkey Island, e ancora prima Zack McKracken e Maniac Mansion, hanno fatto da apripista, come The Day of the Tentacle, Indiana Jones, Full Throttle e LOOM. Se siete troppo giovani per aver giocato a tempo debito a Monkey Island potete dunque recuperare il tempo perduto. Se invece avete nostalgia di giochi come quelli, beh, non vi resta che armarvi mouse e tastiera.

Le scimmie a tre teste di Monkey Island ultima modifica: 2013-02-18T09:00:20+00:00 da Mario Cerutti

Scritto da Mario Cerutti

Nato nel settore ZZ9 Plurale Z Alfa e da li mai trasferitosi, decide, preso dalla noia, di studiare comunicazione, e travolto dalla vita a fare poi tutt'altro. Ho molte passioni e poco tempo per goderne. Nel tempo libero vivo.