Avete presente quando la mamma da piccoli vi diceva di non frequentare cattive compagnie? Ecco, la mamma aveva ragione, perché un giorno un amico vi chiederà se avete mai visto Battlestar Galactica o Glee e voi con candore cercherete di capire di cosa sta parlando per poi finire in un tunnel senza fine attraversando le varie fasi dell’ossessione telefilmica.

L’ingenua curiosità

Iniziate l’episodio pilota con un tenero “ma sì vediamo che cos’è,  dopotutto c’è la tipa che recitava in Flipper”. I minuti passano e vi accorgete che gli occhi ormai sono incollati allo schermo e rimanete lì imbambolati fino alla fine, per 40/50 minuti o addirittura un’ora e mezza, ma tutto scorre così velocemente che neanche ve ne accorgete, ma con la profonda consapevolezza che ne volete ancora e subito.

La maratona

Il pilot è stato di vostro gradimento ed è naturale passare al secondo episodio, magari poi al terzo e perché no pure il quarto. Dopo due settimane, in cui  parenti e amici hanno valutato di chiamare medico, psicologo, maestra dell’elementari, Federica Sciarelli e un prete per un esorcismo, con profonda soddisfazione spegnete il computer e annunciate al mondo di essere pronti per la season premiere della quinta stagione che sarebbe iniziata il giorno successivo.

Telepedia

Sono passati anni da quando avete studiato la Rivoluzione Francese e le Guerre Puniche e non vi ricordate assolutamente nulla, ma state sicuri che fra 30 anni vi ricorderete la scena 3 dell’episodio 5 della stagione 4 in cui Tizio/Caio o Tizia/Caio o Tizia/Caia si sono baciati per la prima volta con una melensa canzone di sottofondo che dopo 3 ore è finita direttamente nell’iPod.
Sarete capaci di elencare tutti i modelli cylon esistenti, nonni, cugini e pronipoti delle casate di Game of Thrones, indicare le vie di Vancouver dove sono state girate le scene del finale di stagione e andrete nel panico se qualcuno vi chiederà se per andare in Comune bisogna passare da Via Mazzini o Via Campana.

Do you speak English?

L’adattamento italiano non esiste, è un fantasma della mente. Le serie TV si guardano in lingua originale con i sottotitoli. Starbuck non è Scorpion, Spike si è ripreso l’anima e non la sua identità, Max non uccide Ben così per sport, Gaeta non ha la voce di un doppiatore stonatissimo, non esiste il Primo Cavaliere ma la Mano del Re.

Jensen Dean I love you

E’ sicuramente più gradevole guardare una serie TV se almeno uno dei protagonisti è figa/o strutturalmente ben definita/o e gradevole alla vista. Quel personaggio è intoccabile, non deve morire, non deve soffrire, deve avere minimo 50 minuti di screentime su 42 di episodio, quando non è sullo schermo potete fare una pausa fisiologica o prendere una coca cola dal frigo. L’attrice/attore invece non ha più segreti per voi, conoscete i nomi dei suoi bisnonni, le misura dei suoi glutei o tette, la votazione nel compito di matematica di terza media, odiate fidanzate/i, mariti/mogli ma se ha una storia con la/il collega che nello show interpreta il love interest va bene e se non ce l’ha fate finta che sia vero. Finirete però per odiarla/o perché in mezzo ad altre 20 mila persone non vi ha fatto ciao con la mano e sarà finita per sempre.

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I gadgets

Dovete avere tutto delle vostre serie preferite come la tazza dei Lannister con cui far colazione la mattina o una bottiglia di True Blood in cui mettere il succo d’arancia, senza dimenticare l’uniforme da pilota da Viper ben posizionata nell’armadio accanto alle innumerevoli t-shirt con la faccia di Buffy, Sheldon o i numeri 4, 8, 15, 16, 23, e 42. Ma volete mettere la spada di Ned Stark da portarsi in ufficio la mattina?

GetGlue & Friends

E’ sempre cosa buona e giusta far sapere agli amici sui social network che, con delle doti che esulano lo spaziotempo, vi state guardando contemporaneamente 15 episodi di diversi telefilm per andare a caccia di stickers adesivi o chissà che altri premi su GetGlue e/o Miso.

Il telefilm siete voi

Vi trovate a bussare alle porte di chiunque esclamando “Penny, Penny, Penny”, aspettate con fibrillazione l’autunno per poter dire che l’inverno sta arrivando, accendete il fornello con un Dracarys, leggete le ultime 3 cifre di tutti i codici a barre dei detersivi mentre siete al bagno, se incontrate dei gemelli temete che  siano cloni o chissà che altro, vi interrogate del perché invece di pere e mele transgeniche nessuno si prenda la briga di creare una Jessica Alba o Jensen Ackles e collezionate files di casi misteriosi dormendo con la luce accesa per paura che gli alieni vi rapiscano.

Complimenti, se avete attraversato almeno la metà dei vari stadi, siete stati assimilati e non c’è cura, semplicemente dopo un po’ si passa ad un altra serie TV.

NOTA: Non abbiamo citato i nomi delle serie TV a cui i molteplici personaggi dell’articolo fanno riferimento per evitare di spoilerare apertamente e perché tanto lo sappiamo che non ce n’è bisogno. Non fate finta di non essere geek/nerd.

Le fasi dell’ossessione telefilmica ultima modifica: 2013-07-27T02:01:49+00:00 da Sara Mancini

Scritto da Sara Mancini