Anche le persone più scanzonate e irriverenti, un po’ come me, hanno bisogno di un qualcosa che gli possa toccare il cuore. Io oggi quel qualcosa l’ho trovato e si chiama La Maison en Petits Cubes (つみきのいえ, Tsumiki no ie). Si tratta di un corto animato nato dalla matita del disegnatore giapponese Kunio Katō (加藤久仁生). Un sogno surreale che riuscirà a strappare una lacrima anche ai cuori di pietra.

Quello che vediamo è un un mondo che piano piano è stato sommerso dalle acque. Da questo mare spuntano le cime delle case che gli abitanti hanno modificato con il passare del tempo in modo da poter rimanere in un luogo asciutto e sicuro. Ma a noi interessa un abitante in particole: un signore anziano, con il viso segnato dalle fatiche del tempo e un po’ ricurvo. Un vedovo che trascina il peso della sua vita e che ormai ha ben poco per cui vivere, solo le piccole gioie della vita: un bicchiere di vino, delle foto e un po’ di televisione per non sentirsi solo.

Ogni giorno che passa, l’anziano signore è costretto ad implementare la sua casa portandola sempre più in alto, il tutto per sfuggire all’inesorabile innalzamento dell’acqua. Pioggia, vento e caldo non lo fermano; lui, mattone su mattone, costruire la sua stanza, perché di stanza si tratta non avendo nessuno con cui condividere la sua abitazione.

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Durante il trasloco delle sue cose al piano superiore si sbilancia sulla barchetta e la pipa cade nelle profondità del mare. Non trova pace, quella era la sua pipa preferita ed era insostituibile.
Decidete quindi di mettersi una muta da sub per andare a cercare la sua “migliore amica:” la pipa.

La trova, è di nuovo in suo possesso, ma è proprio qui che la sua mente inizia a vagare rivivendo così tutta la sua vita con le sue tristezze e le sue gioie. Non voglio raccontarvi molto altro perché rischierei di rovinarvi questa piccola perla d’animazione.

Il cortometraggio è muto, ma  le musica di Kenji Kondo saprà narrarvi la storia meglio di mille parole.
Inoltre, come è ovvio che fosse, il corto ha vinto diversi premi tra cui l’Academy Award come Miglior Film Animato nel 2009. Non c’è nulla da fare, i giapponesi sono proprio i re indiscussi degli anime.

E voi? Avete versato qualche lacrimuccia?

La Maison en Petits Cubes: un corto animato toccante ultima modifica: 2012-11-23T12:00:35+00:00 da Fjona Cakalli

Scritto da Fjona Cakalli