abits_cineabitudini_il_lato_positivo

Non sapevo esattamente cosa aspettarmi quando ho deciso di guardarlo. Gli attori protagonisti ero abituata a vederli in pellicole un po’ più movimentate o scarsamente intelligenti e in più il film si portava dietro l’etichetta “romantico” che normalmente mi mette sulla difensiva facendomi temere lungometraggi che raccontano l’amore come se fosse una favola della Disney, una di quelle scontate e con l’happy ending obbligatorio. Il lato positivo però è tutt’altro. È un film che rapisce, commuove, incanta e racconta realtà difficili con una delicatezza rara. L’ho amato.

Il film in pillole

abits_cineabitudini_il_lato_positivo_trama

L’avete incrociato tra i candidati agli Oscar e infatti Il lato positivo, noto anche con il titolo originale Silver Linings Playbook, è una pellicola del 2012, diretto da David O. Russell e tratto dal romanzo L’orlo argenteo delle nuvole di Matthew Quick. Non è stato accolto da frotte urlanti di ragazzini, non ha fatto registrare lunghe code fuori dai cinema e non era nella lista dei film “da vedere assolutamente all’uscita”, eppure è riuscito a conquistare sia il pubblico che la critica, grazie ad una storia originale e alla performance di Bradley Cooper, che siete soliti vedere in film come Una notte da leoni, e Jennifer Lawrence, balzata agli onori della cronaca con Hunger Games.

[pullquote align=”left”]Una commedia romantica che finalmente parla di realtà[/pullquote]Lontani da film divertenti, ma scarsamente impegnati, Cooper si dimostra in grado di divertire e coinvolgere, ma è soprattutto la protagonista femminile a stupire e no, non solo per la sua bellezza altrimenti non avrebbe portato a casa l’ambita statuetta come Miglior attrice agli scorsi Academy Awards. E così ci ritroviamo l’ex sciumpafemmine della versione moderna dell’A-Team e l’amata Katniss in un lungometraggio che racconta l’amore attraverso temi profondi quali il lutto e la malattia mentale perché lui, ex professore del liceo, era richiuso per aver picchiato l’amante della moglie con una diagnosi di disturbo bipolare, mentre lei, donna dalla reputazione piuttosto discutibile, è la vedova di un poliziotto con un’innata passione per la danza.

Cosa succede quando si incontrano non ve lo racconto. Andate e guardate questa piccola perla per scoprire quanto il cinema possa ancora stupire raccontando la quotidianità.

A proposito, leggi anche:   Here we go - Nikita

Contro lo stigma della malattia mentale

abits_cineabitudini_il_lato_positivo_malattia_mentale

Nel 2013 la malattia mentale è ancora qualcosa di avvolto nel mistero, che spaventa chi ce l’ha e ancora di più chi non ce l’ha. Eppure può capitare a tutti di stare male, può capitare a tutti di raggiungere livelli patologici, può capitare anche di dover o voler consultare uno specialista per uscirne. In mezzo a tutto questo succede, spesso, che le persone si riprendano e riescano a controllare nuovamente la propria vita. Ed è esattamente quello che succede ai protagonisti di questo film.

[pullquote align=”right”]8 mesi per riprendersi, ma non per guarire[/pullquote]Pat è bipolare e il tradimento della moglie ha scatenato una reazione violenta e incontrollata che l’ha portato a rimanere 8 mesi in istituto per curarsi, 8 mesi che non l’hanno guarito del tutto, ma l’hanno aiutato a capire che prima di tutto doveva accettarsi e cambiare filosofia di vita per vedere “il lato positivo” delle cose. E lui lo fa e ci mette tutto se stesso, lo fa perché vuole riprendersi sua moglie e, per quanto assurdo, è questo l’obiettivo che gli ha dato la forza di migliorarsi giorno dopo giorno, apprezzando ciò che aveva invece di struggersi per ciò che mancava.

E poi c’è lei. Sconvolta dalla morte del marito, con seri problemi di autocontrollo e depressione, perseguitata dal confronto con una sorella che pare perfetta. Lei vede in lui qualcosa che gli altri non avevano ancora visto e gli insegna qualcosa che a lui mancava: impegno, disciplina, continuità, senso del dovere, concentrazione.

Nella malattia Tiffany salva Pat e Pat salva Tiffany e non solo da un disturbo mentale, ma soprattutto da un mal di vivere che li ha perseguitati per anni, prima ancora che fosse un’etichetta clinica a renderli consapevoli che qualcosa non andava. Ecco perché questo film è straordinariamente bello. Perché spinge la gente a guardare oltre, a cogliere l’essenza, a vedere il lato positivo della vita, ma anche quello della malattia.

Se state cercando una pellicola imperdibile, l’avete appena trovata.

[box title=”Il lato positivo” color=”#3E3E3E”]
  • Titolo Originale: Silver Linings Playbook
  • Anno: 2012
  • Regista: David O. Russell
  • Genere: romantico/drammatico
[/box]
Il Lato Positivo della malattia mentale ultima modifica: 2013-04-03T09:00:51+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi