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I riflettori sono puntati, la musica pronta a partire e tutti gli occhi sono rivolti alla Star al centro del palco perché lei è la nuova speranza, lei è la luce più accecante dello spettacolo. Smash è quella Star, è quella novità che stavamo aspettando e che è pronta a lasciarci letteralmente senza parole.

Let me be your Star

abits_serial_habits_smash_protagonisti

[quote]When I say Marilyn, what do you think? – Julia[/quote]

Ogni pilot è in fondo una scommessa, ma ci sono tre punti cardine nelle serie tv che raramente falliscono, potrebbero essere definiti un po’ come le 3D: Dottori, Detective e Demoni (Vampiri, Lupi e forze oscure di ogni genere). A questi si affiancano poi i sempre ben accetti comedy e i piccoli nuovi mondi caratterizzati da affascinanti vendicatrici e moderne principesse-guerriere. Ciò che resta quasi sempre escluso dal piccolo e dal grande schermo è il Musical. Il palcoscenico, il teatro, il mito di Broadway, sono spesso considerati una sorta di mondo a parte, né migliore né peggiore, semplicemente diverso. Il problema è che spesso il musical viene per così dire “snobbato” perché visto sotto la luce sbagliata, ciò che serve davvero dunque è qualcuno che riesca a mostrare la vera anima del genere, andando oltre gli stereotipi e i pregiudizi e adattandolo al gusto moderno e all’opinione pubblica.

[pullquote align=”left”]Il musical nel musical[/pullquote]Se Glee è stato, da questo punto di vista, il primo esperimento di successo in ambito seriale ma oggettivamente indirizzato a un target preciso d’età, Smash rappresenta forse una sfida maggiore perché aperta a un pubblico più ampio e quindi soggetta a un rischio più grande. Smash è una sfida dentro e fuori la serie, è una sfida per Karen e per Katharine McPhee, per Ivy e per Megan Hilty, è un volersi rimettere in gioco per Julia e per Debra Messing, per Eileen e per Anjelica Huston; Smash è come un Workshop, proprio come per il loro musical Bombshell, ossia un esperimento con la voglia e il desiderio di diventare una novità, una nuova speranza e un travolgente successo. Smash si apre come il bisogno di una possibilità, di un’occasione, quel momento catartico che ti cambia la vita ma che inconsapevolmente continua ad incrociare due strade opposte e parallele.

Questa possibilità però nasce un po’ per caso, come una semplice e disinteressata conversazione tra amici, tra un paroliere (Julia) e un compositore (Tom – Christian Borle). All’idea però si sostituisce pian piano un’ipotesi remota, un soggetto, una canzone e poi un’altra, e un’altra ancora. Tra l’eccitazione e la sorpresa, i lineamenti di un musical diventano sempre più nitidi e luminosi, prendendo le sembianze della Diva per antonomasia. Se la musica e le parole ci sono, un machiavellico regista (Derek – Jack Davenport) e una determinata produttrice (Eileen) anche, quello che ancora manca è la Star, ciò che manca è una Marilyn Monroe. [pullquote align=”right”]Due grandi talenti, una sola prima donna[/pullquote]Ed è questo il momento catartico tanto aspettato e inseguito da Karen ed Ivy, due mondi opposti ma accomunati da un talento abbagliante; due giovani donne che cominciano a correre verso lo stesso traguardo, scegliendo però percorsi differenti. Karen e Ivy rappresentano rispettivamente la lealtà e l’ambizione, la sicurezza e il dubbio, la provincia e la grande città, due facce di una stessa medaglia, Norma Jean e Marilyn. Ma non possono esserci due primedonne su uno stesso palcoscenico e Smash significa anche prendere decisioni e fare delle scelte: scegliere di cambiare o di restare sé stessi, scegliere di essere soli o di andare avanti insieme, di seguire la mente o ascoltare il cuore.

Per quanto fosse rischiosa, anche la scelta di inserire il musical in ambito seriale si è rivelata geniale e innovativa. Le serie tv in fondo hanno sempre dato grande valore alla musica e al suo significato per la realtà a cui fa da sfondo. Con Smash ora si ottiene una totale fusione di questi due mondi dando vita a una storia i cui protagonisti vivono anche la propria colonna sonora.

Cheers (Drink to that)

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Smash è competizione.

Fin dall’inizio i riflettori illuminano due mondi, quello di Karen, semplice e talentuosa, e quello di Ivy, ambiziosa ed esperta. Entrambe bruciano nel sacro fuoco dell’arte, entrambe travolgono la realtà che le circonda con passione, sensualità e magia. Lo scontro è inevitabile e spettacolare, ma cosa succede se per qualche minuto, solo il tempo di una canzone, si abbandonano le armi e le rivalità per far parlare soltanto la musica?

Una delle scene migliori della serie si svolge lontano dai palcoscenici, per strada, nella vita vera. Al centro di New York, Karen e Ivy, fortemente brille e per questo motivo in particolare sintonia, danno vita all’esibizione più spontanea e speciale che abbiano mai fatto e fanno esplodere la Grande Mela con sincerità, allegria e puro talento espresso nei migliori dei modi: insieme. [pullquote align=”left”]Quando la musica unisce anche due rivali[/pullquote]Lontane da parrucche, vestiti e lustrini, lontane da aspettative, ansie e pressioni, Karen e Ivy semplicemente iniziano a cantare, sotto le stelle e luci abbaglianti dei grattacieli newyorkesi, si divertono e vivono la musica per quello che davvero rappresenta nella sua essenza ossia una realtà che dovrebbe unire anche le persone più diverse, e non dividerle. Karen riesce ad essere vera e sexy anche con un pesante cappotto e degli occhiali da sole indossati di notte; Ivy non è mai stata così sé stessa e bella come lo è con indosso un ridicolo costume da angelo con tanto di aureola sulla testa.

Soltanto per pochi minuti, le differenze sembrano annullarsi, non c’è gara, non c’è desiderio di vincere o di prevalere, non c’è rancore o delusione, esiste soltanto la musica, l’amore per il canto e due voci e due ragazze meravigliose e perfette ognuna a modo proprio; esiste soltanto la voglia di lasciarsi andare e ballare in modo buffo, cantare e ridere, nella più vera, assoluta e sublime libertà di essere sé stessi.

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Beautiful: Karen Cartwright

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[quote]I’m just the girl next door … I’m just a product of my raising – Redneck Woman[/quote]

Karen: o la ami o la odi. Karen rappresenta uno dei due poli di quei binomi caratteriali che tanto affascinano e dividono i fandom: Emma vs Regina, Lana vs Lois, Emily vs Victoria, Angel vs Spike e adesso Karen vs Ivy. Non si tratta esplicitamente di bene contro male o di bianco contro nero, si parla di confronti tra personalità diverse, tra diversi mondi caratterizzati da differenti esperienze, ideali e valori. È innegabile che oggi la tendenza sia quella di parteggiare per il lato più “oscuro” della coppia, quello più problematico, “dannato” e quindi inevitabilmente più affascinante, ma la verità è che ognuno di noi opera una scelta, quasi sempre immediata e impulsiva, che ci indirizza verso quella personalità più simile a noi o alle nostre aspettative.

Karen Cartwright fa parte della squadra (o probabilmente ne è il capitano) delle “Ragazze della porta accanto”, è l’emblema della semplicità e della modestia delle ragazze di provincia, di uno stato genuino come l’Iowa che finisce per diventare anche il suo soprannome. Ivy le rimprovera spesso di aver ottenuto tutto facilmente, di non aver lavorato o lottato per ottenerlo, ma questo non è del tutto vero. [pullquote align=”right”]Una vita non semplice ma una forza d’animo inattaccabile[/pullquote]La verità è che Karen ha ricevuto porte chiuse in faccia, ha provato e ne è rimasta delusa, ha difeso i suoi sogni e il suo talento in una realtà più concreta che idealista e l’unica vera differenza tra lei e Ivy è che lei non si lamenta, non piange sull’ingiustizia della sua vita, non è alla continua ricerca di qualcosa di più ma accetta quello che già ha, lotta per quella passione troppo forte da contenere, apprezza ogni singola occasione che le venga offerta e la sfrutta nel migliore dei modi come fosse un biglietto di sola andata per Broadway.

Karen non ha esperienza, non ha un glorioso curriculum eppure diventa involontariamente la “spina nel fianco” di una ragazza come Ivy, ambiziosa figlia d’arte e ormai da tempo inserita nell’abbagliante e affascinante mondo del teatro. Karen e Ivy sono diversamente straordinarie, ma Karen ha quel talento innato e travolgente, quella forza nascosta ma accecante di cui forse non è neanche consapevole, quella voce intensa, profonda e vera con cui mette a nudo anche la sua anima e che le permette, al momento giusto, di sbaragliare la concorrenza in punta di piedi e conquistarsi quel posto in prima fila che le appartiene da sempre. Karen vede ogni possibilità che le offrano per esprimersi come una grandiosa vittoria, canta su un palcoscenico, per strada, nella sua camera o nella sua testa perché quello di cantare è un bisogno che la pervade totalmente rendendola unica.

You like everybody” (A te piacciono tutti), le dice Ivy quando Karen è l’unica ad apprezzare Rebecca Duvall e in fondo è vero, Karen, forse irrealisticamente, vede sempre il meglio delle persone ed è proprio questa sua indole che la rende pura, che la rende sé stessa nonostante abbia la capacità di diventare chiunque lei voglia. Karen diventa Marilyn perché come lei forse ancora non si rende conto di quanto incredibile possa essere, come lei ha il talento e l’anima di una Star e come lei riesce ancora ad apprezzare la grandiosità di una vita semplice.

[pullquote align=”left”]Da American Idol a Smash[/pullquote]Ma in una serie tv musical come Smash, il volto e la voce dietro il personaggio sono quelli che davvero contano e quel talento esplosivo e travolgente di Karen Cartwright appartiene alla fantastica Katharine McPhee. Un po’ come Karen, anche Katharine McPhee ha dovuto lottare per emergere, ha dovuto superare ostacoli personali e delusioni professionali, ha accettato e ha fatto tesoro di un secondo posto (American Idol 5) per poi conquistarsi la sua meritata vittoria con Smash. Katharine McPhee canta con semplicità e dolcezza come se fosse la cosa più facile del mondo, ma la sua voce in realtà non ha assolutamente niente di ordinario, è profonda e forte, energica e sensuale, sorprendente e intensa. Katharine McPhee è un’artista d’altri tempi. È quella ragazza che riesce in tutto e che nasconde sempre un altro talento da sfoggiare quando meno te lo aspetti.

Don’t forget me

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[quote]Please say that you won’t, I pray that you don’t forget me[/quote]

Su Marilyn Monroe hanno detto tanto, scritto e mostrato anche di più e in fondo però in pochi possono dire di averla davvero conosciuta. “Smash” si inserisce senza pretese in questa realtà e tra visioni, interpretazioni, volti e storie, con il numero di chiusura del musical “Bombshell”, superbamente interpretato da Katharine McPhee, riesce a cogliere forse uno dei più profondi aspetti dell’animo di Marilyn ossia la sua voglia di lasciare un segno indelebile, di essere un modello non solo di bellezza e di diventare un dolce ricordo per tutti coloro che avrebbero ripensato a lei.

[box title=”Smash” color=”#ffba0f”]

Titolo Originale: Smash

Titolo Italiano: Smash

Prima TV USA: 6 Febbraio 2012

Prima TV ITA: 19 Febbraio 2012

Genere: Musical Drama

Stagioni: 2

Prossimo Episodio: 6 Febbraio 2013 (Seconda Stagione)

Creatore: Theresa Rebeck

Produttori: Theresa Rebeck, Steven Spielberg, Darryl Frank, Craig Zadan, David Marshall Grant, Scott Wittman, Marc Shaiman

Canzoni Originali scritte e composte da: Marc Shaiman, Scott Wittman

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I want to be a Smash ultima modifica: 2013-02-02T09:00:53+00:00 da Rita Ricchiuti

Scritto da Rita Ricchiuti