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[quote]La vanità è il mio peccato preferito[/quote]

Al Pacino diceva questa frase nel film L’Avvocato del Diavolo dove dimostrava quanto fosse facile riuscire a corrompere l’animo umano grazie al fascino del male. E le serie tv in fondo non sono altro che storie di uomini e anche loro quindi hanno le loro debolezze, alcune magari più di altre.

In un vecchio articolo della rivista Telefilm Magazine si giocava con l’attribuzione di un peccato capitale ad una serie tv basandosi su un determinato aspetto del telefilm o di un personaggio. Serial (H)abits ripropone una propria versione di quel gioco partendo però dalle stesse premesse. Come avrete già notato, questa novità è stata definita “gioco” perché vuol essere soltanto un’occasione per sorridere e scherzare con le serie tv. Non vi è dunque alcun intendimento blasfemo o irreligioso e soprattutto (si, è una questione di priorità) non c’è alcuna intenzione di “catalogare” un telefilm o un personaggio in una categoria o di “appiattirlo” non considerando tutte le profonde sfumature psicologiche del caso. Detto questo, vediamo quali sono le serie tv più “peccaminose”.

Accidia – Chuck

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Voglia di lavorare… Il Buy More è per molti tratti una vera rappresentazione del girone dantesco degli accidiosi. Creature di ogni genere, identificabili con magliette verdi o camice bianche a maniche corte, si aggirano con stanchezza e apatia tra i diversi reparti del negozio, evitando il lavoro ad ogni costo e incrociando metaforiche spade con i clienti.

Per motivi diversi, ognuno dei dipendenti, a partire dal direttore, trascorre le sue giornate lavorative in svariate occupazioni. Big Mike affronta ogni giorno la sfida di mantenere il suo nome e il suo abbondante status tramite i venticinque pasti quotidiani; Jeff e Lester si dimenano tra “pericolose” prove canore, missioni di inusuale e personale spionaggio e momenti di totale assenza dal mondo; Morgan si aggira con aria innocente e colpevole tra i reparti videogiochi ma tende a fare propria la parte “Home” della sala Home Theatre; e infine c’è Chuck, l’unico disposto a guadagnarsi il mega stipendio di 11 $ l’ora, prima ovviamente dell’arrivo della sua personale dea bionda”pronta a distrarlo in diversi modi.

Avarizia – Gossip Girl

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Come degni eredi dei loro compagni di Orange County, anche la classe alta della società di Manhattan ha un unico obiettivo: brillare più di ogni altra stella nei dintorni. I Van Der Woodsen, i Waldorf, gli Archibald e i Bass hanno vissuto le loro vite alla continua ricerca dell’affermazione sociale, della fama, del successo, guidati dal bisogno di definirsi tramite il denaro, i vestiti, e tutto ciò che il loro prestigioso nome gli permetteva di comprare. E così anche la giovane generazione intraprende lo stesso percorso e ogni aspetto della loro realtà diventa una competizione, la scuola diventa un campo di battaglia dove sopravvive, in pieno stile darwiniano, soltanto il più forte, vale a dire chi ha l’auto, la borsa e le scarpe migliori. I ragazzi dell’ Upper East Side non riescono ad accontentarsi perché è il desiderio (e Ariosto lo sapeva!) a muovere il loro mondo e il pensiero di poter ottenere anche ciò che non sanno di volere.

Gola – Brothers & Sisters

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Solitamente quando si parla di “Gola” ci si riferisce all’insaziabile brama di cibo, ma in questo frangente vogliamo allargare il significato anche all’attaccamento alla bottiglia, il più della volte una bottiglia di vino, se si tratta della numerosa e confusionaria famiglia Walker.

Justin era quello con evidenti problemi di dipendenza, ma anche i suoi fratelli in realtà non erano da meno, in via ufficiosa. Il problema maggiore dei “peccaminosi” Walker è che, con tutti quegli eleganti calici di vino, ti affascinano a tal punto da coinvolgerti facilmente nel loro alcolico circolo vizioso. E siccome la consumazione di vino non era ancora al livello massimo, Tommy decide bene di aprire una propria azienda vinicola per essere certo di non restare mai privo di una deliziosa bottiglia di Chardonney. Ma nel caso l’ambrosia non fosse proprio disponibile, ecco allora la corsa alla birra o ai superalcolici, qualunque cosa in fondo pur di allontanare il pericolo dell’acqua o di una bibita analcolica.

Lussuria – Grey’s Anatomy

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Anche se al momento, più che a un peccato capitale, somiglia di più ad uno dei quattro cavalieri dell’Apocalisse, il Seattle Grace Mercy Death … ehm… volevo dire Mercy West (lapsus freudiano) è sempre stato uno degli edifici più afrodisiaci della città, tra intime stanze per gli strutturati, comodi uffici o sale conferenze e ampi ascensori simboli di passione e romanticismo. Se le mura di quell’ospedale potessero parlare sarebbero testimoni di storie d’amore complicate, di tradimenti, di riconciliazioni e confessioni, di istinti passionali e desideri platonici, di proposte indecenti e proposte di matrimonio.

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I dottori del Seattle Grace sono campioni nel settore della medicina e dell’amore e, come per gli agenti segreti, le loro missioni sentimentali sono caratterizzate da nomi in codice come Dott. Stranamore, Dott. Bollore, Dott.ssa Modella o Dott. Lucifero. Ma in realtà è la dott.ssa Meredith Grey a dare davvero il via a quel giro di vite e relazioni che renderanno l’ospedale un interessante e sorprendete posto in cui lavorare e vivere.

Invidia – Desperate Housewives

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Non c’è niente più ricco di Invidia quanto un buon vicinato in un quartiere residenziale: il prato del vicino è sempre più curato, la casa sempre più ordinata, la cucina sempre più buona. Desperate Housewives rappresenta il simbolo di una società che si nasconde dietro un sorriso di convenienza o di circostanza mentre alle spalle affila gli artigli.

La casalinga-tipo di Wisteria Lane è un’ottima osservatrice: osserva i movimenti, i cambiamenti, gli sguardi; ascolta le storie e scopre i segreti, il tutto accuratamente appostata fuori da una finestra semi-aperta o da una porta socchiusa. Susan, Lynette, Gabrielle e Bree invidiano qualcosa l’una dell’altra: di Bree è l’apparente perfezione, la splendida “vetrina” che lei mostra di sé e della sua famiglia; di Lynette è il matrimonio felice seppur corredato da quattro figli ingestibili; di Gabrielle è l’estrema bellezza e la sfacciata ricchezza di un ex-modella e di Susan è la serenità di una vita non facile ma vissuta al fianco di una perfetta figlia adolescente di cui fare sfoggio. Ma alla fine ognuna di loro, al sicuro nell’intimità della propria casa, nasconde debolezze e fragilità troppo profonde da ammettere e, a dispetto delle genuine invidie quotidiane, è disposta a condividere con le altre i propri lati positivi.

Ira – Revenge

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Beh, questa si scrive da sola. C’è l’Ira al principio della storia di una serie come Revenge: l’ira di un torto subito, l’ira di una famiglia distrutta, l’ira di una giustizia mancata. Ma la rabbia è cresciuta negli anni in Amanda Clarke, l’ha pervasa giorno dopo giorno, raggiungendo un letale livello di completezza. Spesso uno dei limiti dell’Ira è l’impulsività, quella furia istantanea che ti offusca il pensiero e ti conduce inevitabilmente all’errore. Ma la rabbia di Amanda Clarke invece è pensata, razionale, accumulata negli anni mentre prendeva consapevolezza della propria forza e all’impulsività sostituiva l’astuzia, l’intelligenza e il fascino. L’ira di Amanda guida ogni sua azione, si nasconde dietro un sorriso, spegne i suoi sentimenti ma non acceca la sua lucidità; il suo risentimento non si placa ma viene canalizzato nel tempo in un obiettivo più soddisfacente e produttivo, la vendetta. La rabbia di Amanda Clarke prende il nome di Emily Thorne, un’affascinante giovane donna inserita in un gioco pericoloso del quale però dovrà affrontare tutti gli effetti collaterali.

Superbia – Dr.House & Smallville

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Come contrappasso per questo peccato, Gregory House e Clark Kent dovranno dividersi il trono (e la gloria) de “Il Migliore Sono Io” e per una volta abbassare la testa e tenere i piedi per terra. House e Clark sono uomini diversi, ma accomunati da un dono speciale che li rende particolari e in diritto, secondo loro, di impossessarsi dello scettro di leader.

Gregory House adora crogiolarsi nel suo dramma per dare una giustificazione al suo obiettivo primario: essere infelice e rendere infelice il resto del mondo. Ma è consapevole della sua superiorità intellettuale, del suo genio, e utilizza queste doti per circondarsi di collaboratori da plasmare a sua immagine e somiglianza.

Clark Kent cresce con umiltà, ma diventa lentamente cosciente della sua invincibilità e, circondato da una corte di ammiratori, comincia ad accomodarsi sul trono della moralità. Lex sbaglia, Chloe sbaglia, Oliver sbaglia, soltanto lui diventa l’ago della bilancia di ciò che è giusto o sbagliato, al sicuro però dietro il suo scudo d’acciaio.

In quanto leader, House e Clark vengono sorretti da leali “spalle”, prontamente sottostimate, ma paradossalmente però saranno proprio questi fedeli gregari ad uscire dalla superba ombra del “boss” per intraprendere una propria strada indipendente.

Sbagliando s’impara … a volte

Il Natale è passato quindi ora possiamo tornare ad essere di nuovo cinici! La verità è che questo gioco è stato solo un modo per smorzare quei difetti che invece sono molto più frequenti dalla nostra parte dello schermo che nella realtà delle serie tv.

 

I 7 vizi capitali seriali ultima modifica: 2013-01-05T09:00:58+00:00 da Rita Ricchiuti

Scritto da Rita Ricchiuti