Scrivere di un autore del genere non è cosa semplice, cosi come difficile è leggerlo e seguirlo in tutto il suo acume intellettuale, la sua ironia a tratti disarmante, le sue divagazioni narrative ed arrivare addirittura ad avere la pretesa di spiegare di cosa parli la prima trilogia in cinque parti della storia della letteratura mondiale, potrebbe essere considerata un’idea folle.

Ma folle è la scrittura di Adams, autore capace di passare dai temi più disparati, quali religione, bioetica, scienza, filosofia, tecnologia in maniera totalmente ed assolutamente(ad una prima lettura) sconsiderata.

La storia nasce prima sotto forma di racconto radiofonico (l’analogia con George Orwell è quasi d’obbligo considerata anche la sottile ironia che permeava le opere di entrambi gli autori) e passa successivamente alla forma romanzata per proseguire con una serie di telefilm e con dei volumi a fumetti, approdando infine al cinema, con un film(postumo all’autore) che non rende giustizia alla complessità del libro appiattendolo in un banale racconto di alieni Hollywood style, che però ci aiuta a capire il carico intermediale che essa porta con se.

A grandi linee il racconto narra le vicissitudini di Artur Dent, inglese accidioso che davanti alla distruzione della propria casa per far posto ad un’autostrada inutile deciderà di sdraiarsi inutilmente davanti al caterpillar preposto alla distruzione, che però non verrà evitata, sarà infatti l’intero pianeta ad essere distrutto per far posto ad un’autostrada intergalattica(da qui inizia una sottile analogia microcosmo-macrocosmo che rimarrà inalterata fino all’ultima pagina del libro).

Dent verrà salvato dall’amico Ford, alieno in incognito e redattore del”la guida galattica per gli autostoppisti”, una sorta di guida per viaggiatori intergalattici, al cui interno sono descritti mondi più o meno possibili, ed in cui la terra verrà liquidata con un “praticamente innocuo” che darà pure il titolo all’ultimo libro della saga.

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Come dicevamo approcciarsi a questa raccolta con fini prettamente ludici e narrativi ha poco senso, bisogna leggere tra le righe, cogliere le metafore e le contraddizioni di un multiverso che rappresenta, come uno specchio, usi e costumi delle popolazioni terrestri.

Una sorta di “tutto il mondo è paese” che sconfina nelle scienze, nella filosofia e nella religione, quest’ultima vista da Adams con dissacrante distacco dall’alto del suo ateismo radicale.

Culmine di questa concezione filosofica del racconto è La vita, l’universo e tutto quanto,  terzo volume dell’opera, in cui il lettore non può fare a meno di sorprendersi, condividere o indignarsi davanti ad alcune affermazioni che risultano di un acume ed un intelligenza a dir poco esaltante.

La produzione prettamente narrativa di Adams si limiterà a questa serie, accompagnata successivamente dalla saga di Dirk Gently che rimarrà incompiuta per la morte dell’autore nel 2001. Ma nonostante la prematura dipartita troviamo una notevole produzione di scritti filosofici e l’interessamento ad altri rami della cultura, come la biologia e la fisica(che influenzarono senz’altro la stesura dei romanzi), e della musica, in cui si cimentò arrivando a collaborare con i Pink Floyd, a dimostrare quanta poliedricità fosse insita all’interno di quest’accumulo di atomi inspiegabilmente connessi che prendevano il nome di Douglas Adams (cosi probabilmente avrebbe desiderato essere descritto).

E per chi, come me, l’ha amato solo un saluto è d’obbligo, Addio Douglas, e grazie per tutto il pesce!

 

Guida galattica per autostoppisti : la prima trilogia in cinque parti nella storia della letteratura mondiale ultima modifica: 2012-07-26T10:30:37+00:00 da Mario Cerutti

Scritto da Mario Cerutti

Nato nel settore ZZ9 Plurale Z Alfa e da li mai trasferitosi, decide, preso dalla noia, di studiare comunicazione, e travolto dalla vita a fare poi tutt'altro. Ho molte passioni e poco tempo per goderne. Nel tempo libero vivo.