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Più passano gli anni e più il Google I/O, l’evento dedicato soprattutto agli sviluppatori ma sfruttato da Mountain View per lanciare la maggior parte delle novità che compariranno nel corso dell’anno, riesce ad attirare una notevole quantità di pubblico, sia in loco che via web, ma soprattutto a stupire i milioni di fan che Big G si è conquistato con anni di sudatissimo lavoro. Quest’anno ovviamente non hanno voluto essere da meno presentando piccole e grandi novità che hanno fatto la gioia degli appassionati, come la sottoscritta.

Android

Partiamo con Android perché è proprio con lui che è iniziato il keynote di Google, che ha snocciolato numeri piuttosto impressionanti, ma non è di quelli che voglio parlare perché, si sa, colpiscono, ma annoiano e soprattutto sono qualcosa che ci raccontano il presente di un sistema operativo senza dare hint sul futuro.

Ciò che invece è rilevante per stabilire quanto roseo sarà il futuro di Android è lo sviluppo. Se n’è parlato abbastanza, ovviamente, nel corso di questo evento lungo 3 giorni, anche se Big G si è scordata di darci qualche notizia sulla prossima versione, la 4.3. Al centro della parte dedicata ai developers c’erano però altre news interessanti, a partire dall’Android Translation Service, che finalmente permetterà di tradurre in modo semplice le app, fino ad arrivare all’Alpha testing, che consentirà agli sviluppatori di selezionare il numero di utenti che potranno appunto testare l’update prima di renderlo disponibile a tutti gli altri. Non sono poi mancante sorprese come Android Studio che porta finalmente un ambiente di sviluppo integrato dedicato solo al sistema del robottino verde, accanto alla meno eccitante ma sicuramente utile introduzione delle nuove API per la geolocalizzazione.

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Ma passiamo a qualcosa di più popolare e meno settoriale. Si parte con Google Play Games. Niente di particolarmente entusiasmante considerando che erano giorni che si vociferava l’arrivo di un simil-Game Center su Android, ma accanto a leaderboard, achievement e multiplayer basato su Google+ troviamo un’interessante funzionalità: Cloud Save. Praticamente potrete salvare i vostri progressi sulla nuvola per recuperarli in ogni momento. Qualche gioco già supporta la novità introdotta da Big G al Google+, ma ad essere onesta non è niente che mi abbia fatto gridare al miracolo. Notevole? Abbastanza vista la possibilità di portarsi dietro i salvataggi su diversi dispositivi, ma lo smartphone e il tablet non sono piattaforme che stimolano la mia volta di multiplayer e la rincorsa agli obiettivi.

All Access: il nuovo concorrente di Spotify Di sorprendente, inaspettato e decisamente utile c’è invece All Access. Praticamente trasformate Google Play Music in Spotify, uno Spotify con tutta la potenza della vostra libreria caricata sul cloud e accessibile ovunque a cui si aggiunge ovviamente la possibilità di ascoltare musica in streaming. Ma no, purtroppo non è tutto oro quello che luccica. Il servizio ha un costo (circa 10 dollari) e da noi farà la sua comparsa solo tra qualche mese probabilmente, sperando che non diventino anni visti che Play Movie è ancora un miraggio e lo stesso Spotify ha impiegato eoni prima di riuscire ad approdare in Italia.

Dubbi sul suo arrivo in Italia ci sono anche per Google Play for Education, il progetto che la società americana ha deciso di lanciare per favorire la diffusione di Android nelle scuole. In cosa consiste? Se il vostro insegnante installerà un’app sul proprio tablet, comparirà anche su quello degli studenti, così da poter facilmente condividere risorse, comprese quelle a pagamento che verranno addebitate sul conto della scuola. Rivoluzionario? Non proprio, ma è un modo piuttosto originale e semplice di introdurre la tecnologia in un mondo che spesso tende a snobbarla non sapendo ancora come usarla adeguatamente.

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A concludere il parterre delle novità introdotte per Android c’è il Galaxy S4. No, non quello che abbiamo cominciato a conoscere in queste settimana, ma una versione definita “Nexus Experience“. Tradotto in soldoni è un S4 made in Samsung che utilizza il software stock made in Google. Decisamente interessante per tutti coloro che non amano la Touchwiz (come la sottoscritta), un po’ meno per chi vede nel terminale coreano una rivisitazione del suo predecessore, incapace di aggiornarsi almeno nell’ambito dei materiali.

Insomma, piccole e grandi novità, annunciate o meno, hanno tenuto banco sul palco del Moscone Center di San Francisco, lasciando però l’amaro in bocca di fronte alla mancanza di informazioni sulla prossima versione del sistema operativo che, a questo punto, mi aspetto verrà presentata con il futuro Nexus a novembre.

Google+

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Mentre il mobile di Google fa piccoli passi avanti, Google+ balza in primo piano grazie al deciso restyling pensato a Mountain View. 41 cambiamenti dichiarati, ma soprattutto un tentativo di battere la concorrenza che sembra diventata incapace di stare al passo con la modernità proposta dalla UI del social di Big G e a questo punto anche con la semplicità d’uso che esso propone.

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Nuova grafica e ottima usabilitàCambia più o meno tutto, cambia abbastanza da incuriosire molti utenti vecchi e nuovi, tanto che negli ultimi giorni mi sono ritrovata molte più notifiche del solito perché molti hanno riscoperto il piacere di usare Google+. Molti, già lo so, torneranno a bazzicare altrove a breve, ma la curiosità che ha portato i nuovi utenti sul social network farà sì che qualcuno rimanga e la cosa non può che farmi piacere visto che sta diventando sempre più interessante e utile.

Insomma, se ancora non lo avete fatto correte a dargli un’occhiata e magari restateci, così lo popoliamo ulteriormente.

Google Hangouts

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Una delle novità più eclatanti, o almeno così avrebbe voluto presentarsi, è la scomparsa di Google Talk che fa spazio a Hangouts, capace di integrare sia le famose videochiamate di gruppo che hanno reso famoso il servizio, sia la normale messaggistica.

Da Android ad iOS, passando per il browser (naturalmente Chrome), il nuovo servizio riesce ad unire milioni di utenti e mira a fare concorrenza a Whatsapp, anche se prima di riuscire ad intaccare il predominio di quest’ultimo passerà diverso tempo, soprattutto perché il noto client di instant messagging è disponibile per molte più piattaforme e ha l’innegabile vantaggio del funzionamento attraverso il numero di telefono.

A me per ora non sta particolarmente piacendo, nel senso che non vedo grossi cambiamenti rispetti a Google Talk, escluso il piacevole restyling grafico, e l’uso che ne faccio è ben lontano da quello di Whatsapp, ma le vie di Google sono infinite, per cui attendo con ansia di vedere quali sviluppi ci attendono.

Google Maps

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Terminiamo con le mappe. Dopo anni di immobilità, Google cambia le sue Maps portando finalmente un po’ di modernità in un servizio utilissimo ma ormai invecchiato. Interattive, a schermo intero, personalizzate in base alle necessità dell’utente. Le nuove Google Maps finalmente si aggiornano per mettersi in pari con gli altri progetti di Big G.

Ma ovviamente la personalizzazione non è l’unica novità. Prima di tutto si punta alla facilità di utilizzo, soprattutto nello scoprire nuovi punti di interesse, ma una parte importante l’avrà l’esplorazione grazie alle immagini che permetteranno di vedere i più bei luoghi della Terra accompagnate dalla visualizzazione Earth 3D che integrerà la tridimensionalità nel nostro browser.

Promossi, bocciati e rimandati a settembre

Le novità presentate al Google I/O sono state parecchie, ve ne sarete sicuramente accorti, ma non tutte hanno colpito allo stesso modo, anzi, alcune un po’ mi hanno perplessa. Quali? Beh tra i bocciati c’è il già citato Android 4.3 che non è stato mostrato o annunciato. Insomma, non ho particolarmente gradito la scelta. Nemmeno il Play Game Service mi ha particolarmente entusiasmato, anche perché da hater del Game Center di Apple non potevo certo apprezzare il suo corrispettivo su Android, nonostante il cloud save potrebbe risollevare un po’ le sorti di questa nuova features. Dubbi li nutro anche sul Galaxy S4 Nexus Experience, che altro non è se non un tentativo di reggere la concorrenza fino all’uscita di un vero e proprio Nexus.

Sicuramente tra i promossi troviamo le nuove Google Maps e il restyling di Google+, che ormai sta sbaragliando la concorrenza quanto ad interfaccia. Non appassionarsi alla nuova grafica è davvero difficile e ormai Big G sta dettando un nuovo standard con le sue scelte estetiche. Decisamente promesse poi le novità per i developers e Google Play for Education, che mi auguro faccia da battistrada per una scuola sempre più connessa e al passo con i tempi, ma soprattutto con gli studenti delle nuove generazioni.

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I rimandati a settembre sono due: All Access e Hangouts. Non fraintendetemi, sono interessanti, ma nutro dubbi che possono essere chiariti soltanto dopo qualche settimana di utilizzo. Il servizio di musica in streaming non so quando arriverà da noi, ma Spotify ha già una solida base di utenti e un database immenso con tanto di account gratuito. La grande incognita è Hangouts che, come accennavo sopra, vorrebbe fare concorrenza a Whatsapp, ma manca di alcune funzioni fondamentali, anche se, indubbiamente, offre un’ottima base di messaggistica e una buona qualità per le videochiamate. Insomma, vedremo tra qualche mese.

Voi invece cosa promuovete, bocciate o rimandate a settembre?

Google I/O 2013 – Promossi, bocciati e rimandati a settembre ultima modifica: 2013-05-21T00:30:55+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi