DAYS

Nonostante non sia ancora chiaro se il genere web series rappresenti o meno la vera direzione in cui virerà l’intrattenimento domestico del globo nei prossimi anni, c’è già qualcuno che ha deciso di rivoluzionarlo. Di chi sto parlando? Ve lo spiego subito.

Professionisti sul campo

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Flavio Parenti è un attore giovane e piuttosto conosciuto. Dal cinema alla televisione non si è risparmiato in questi ultimi anni e, seppur ancora un ragazzo, è senza dubbio un volto stranoto, almeno nel panorama nazionale.
Ha partecipato a prodotti di fiction mediaset così come a film per il cinema, a volte al fianco di star del cinema internazionale e, da queste esperienze, deve essersi fatto un’idea piuttosto chiara dell’ “industria” cinematografica italiana.

Cosa ne avrà dedotto?

Non voglio parlare per altri ma dalle dichiarazioni presenti in rete sembrerebbe che Flavio non reputi il futuro del nostro cinema roseo e scevro da influenze esterne. Tutt’altro. Sembra non riporre alcuna fiducia nella prossima produzione della settima arte nostrana.

Parto da qui perchè ho l’impressione che il Parenti abbia deciso di sfogare questa bonaria frustrazione mettendosi a produrre e dirigere prodotti indipendenti e in cui crede fermamente. E quale miglior campo da gioco, se non quello delle Web Series, avrebbe dovuto/potuto scegliere?

Tutto è cominciato con By My Side, la prima web series prodotta e girata da F.P. Un prodotto curato e pretenzioso, ben girato, illuminato e recitato. Un po’ “alto” come livello, tanto nell’ispirazione narrativa quanto nella messa in scena, rispetto al panorama limitrofo, ma sicuramente ben fatto.
Un’altra nota di merito deriva dal fatto di essere stata una tra le prime web series italiane dalla confezione pressoché impeccabile.

Un lavoro immane

Alla seconda prova FP arriva con la stessa casa di produzione, la BMS, e sempre dietro alla macchina da presa. Sto parlando di DAYS, il primo Crossmovie italiano, sviluppato sotto forma di Web Series.
[pullquote align=”left”]Un crossmovie interattivo in cui è lo spettatore a decidere[/pullquote]Un impianto narrativo a cavallo tra il libro game e un videogioco adventure in cui è lo spettatore ad interagire, click alla mano, pilotando il percorso narrativo della serie. Sì, ne hanno parlato in tanti, in tanti ci hanno provato e di sistemi di interazione molti ne sono stati inventati. Ma la verità è che per creare una mappatura narrativa tale da permettere a chi guarda di dirottare il proprio punto di vista… bisogna GIRARE!
Ore e ore di girato, montato e sceneggiato. Un lavoro certosino paragonabile alla mappatura di streetview di Google. Una follia insomma.

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Non a caso la serie promette di mettere in scena un numero di ore di montato originale impronunciabile. È per via degli incroci e delle combinazioni che si intrecciano migliaia di percorsi narrativi diversi. In pratica già dal primo bivio lo spettatore sceglie un percorso “perdendosi” altre innumerevoli possibilità che potrà recuperare in un secondo tempo.

L’esperimento però sembra essere molto interessante e non da meno è la modalità in cui viene proposto. Ci si sente, sin dal trailer, parte dirigente della storia. Si assapora un po’ Lost, un po’ Street fighter e un po’ Cloverfield. Esagero? Forse ma, lo avrete capito, DAYS va visto, dall’inizio alla fine, e, credetemi, da quanto ho capito, non sarà così facile.

[fancy_link link=”http://www.webseriestv.it/days-the-crossmovie”]DAYS – The Crossmovie: La scheda su Web Series TV[/fancy_link]

DAYS – Tanti, quelli che ci vogliono per vederla tutta ultima modifica: 2013-01-31T09:32:37+00:00 da TheEcolomist

Scritto da TheEcolomist