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Ce l’avete presente Naughty Dog? Sì, proprio quella di Uncharted e dell’attesissimo The Last Of Us. 17 anni fa, lontana da Nathan Drake e da una simil-Pittsburgh post-apocalittica, esordiva su PlayStation con un titolo che aveva come protagonista uno strano marsupiale rompi-scatole e amante dei blue jeans: Crash Bandicoot.

Non so voi, ma io ho un sacco di bei ricordi legati a questo titolo. Avevo 10 anni, mi avevano appena regalato la Playstation, quella che adesso è quasi da museo, e ad accompagnarla c’era proprio questo titolo: Crash è stato il mio primo vero videogame sulla mia prima vera console. La mia carriera come gamer è cominciata così, con uno dei personaggi più famosi e divertenti dell’allora panorama videoludico, uno di quelli capace di intrattenerti per ore nonostante, paragonato ai giochi di oggi, risulti piuttosto elementare, in fondo tutto quello che dovevate fare era andare avanti rompendo scatole, prendendo gemme e sconfiggendo i sei boss che il titolo propone.

Nemmeno la storia era delle più complesse, eppure nella sua semplicità l’ho sempre trovata ben pensata e abbastanza stimolante perché la nemesi del nostro protagonista è la stessa persona che gli ha dato la vita: Neo Cortex. E così l’esperimento fallito del cattivo di turno porta il nostro eroe ad affrontare 33 livelli per riuscire a tornare al laboratorio del diabolico scienziato con l’intento di salvare il mondo dal suo esercito di animali antropomorfi pronti a conquistare il mondo e di liberare la sua ragazza, Tawna.

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Scienziati pazzi, laboratori, strani esperimenti, boss, una damigella in pericolo: gli ingredienti sono i più classici, eppure, persino adesso, riprendo volentieri in mano il pad per giocare con il marsupiale in jeans, pronto a raccogliere frutti wampa per riuscire a liberare la sua bella e a sconfiggere Neo Cortex sotto la protezione dello stregone Aku Aku.

Che dire? Il primo amore non si scorda mai quindi andate a recuperare Crash Bandicoot e accompagnatelo di nuovo nelle sue strabilianti avventure, anche perché, poverino, non è mai stato troppo intelligente quindi una mano (magari due e ben strette al joypad) gli farebbe sicuramente comodo. Io nel frattempo vado a rispolverare la PS1 che tutto questo parlare di retro gaming mi ha fatto venire voglia di cimentarmi di nuovo con i vecchi titoli.

Crash Bandicoot – Un marsupiale in blue jeans ultima modifica: 2013-04-15T09:00:05+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi