È come una persecuzione. Più lo ignori e più te lo trovi ovunque. Lo legge la tua vicina sull’autobus, lo legge quella dell’ombrellone accanto, lo leggono persino le persone al parco durante la pausa pranzo. Potevamo quindi noi esimerci dallo studiare questo fenomeno socioculturale che ha raggiunto un livello di penetrazione nella società tale da essere praticamente sulla bocca di tutti? Certo che no! Ecco perché oggi vogliamo analizzare quello che si è presentato come un fuoriclasse (fa senso solo dirlo) della letteratura mondiale: la trilogia di Cinquanta sfumature di Grigio.

[note color=”#FF3333″]Visti i fini di questo articolo, la trattazione contiene spoiler. Se avete intenzione di leggere i romanzi cercando di partire con meno pregiudizi possibili allora vi sconsigliamo la lettura del post che segue.[/note]

Premessa

Questa volta la premessa è praticamente d’obbligo. Questo articolo nasceva come analisi del libro e del fenomeno. Nasceva. Poi le cose da dire sono diventate un’infinità e, in un batter d’occhio, ci siamo trovati con un saggio di 5000 parole che avrebbe messo a dura prova la pazienza di qualsiasi lettore.

Che fare quindi? Noi abbiamo scelto di dividerlo in parti e proporvene una ogni lunedì fino ad arrivare all’ultima in cui vi forniremo il pdf di questa nostra lunga ed estenuante critica al caso editoriale dell’anno. Sarà poi nostra premura aggiungere i link delle altre parti, specificandone l’ordine, ad ogni post così potrete recuperare ogni pezzo in ogni momento, senza dover impazzire per stabilire cosa c’era prima e cosa verrà dopo.

Oggi cominciamo parlandovi della noiosissima e sempre prevedibile trama. Pronti?

Riassunto delle puntate successive

Qui sotto trovate tutti gli articoli della serie.

 

Tu chiamale se vuoi… noia e banalità

Quando un libro vende oltre 30 milioni di copie diventando il romanzo più venduto di sempre in Paesi come la Gran Bretagna (superando Harry Potter per capirci), almeno una cosa la dai per scontata: la trama. Insomma, uno non si aspetta qualcosa di estremamente complesso, alla Dan Brown, anche perché il genere è molto diverso, però speri che ti tenga incollato al libro fino alla fine. E invece no. Potevano benissimo chiamarlo Cinquanta sfumature di noia perché la storia scorre piatta e senza colpi di scena nemmeno quando l’autrice, E. L. James, ci introduce quel pizzico di dramma che ti fa sperare che finisca tutto in tragedia, magari il più presto possibile.

Confusi? Cerchiamo di fare qualche passo indietro. Di cosa parla effettivamente il romanzo più chiacchierato del 2012? La protagonista, nonché voce narrante, è Anastasia Steele, studentessa universitaria di 21 anni in procinto di laurearsi; ingenua, pura come neanche la Madonna, imbranata come Mister Bean, Ana sembra vivere in un mondo tutto suo, un mondo dove lei non ha neanche un computer ed un cellulare (nel 2012…), un mondo dove casualmente la sua migliore amica nonché coinquilina e direttrice del giornale dell’università, Kate, si ritrova ammalata proprio il giorno in cui ha programmato l’intervista ad uno degli uomini più misteriosi, ricchi e affascinanti d’America, Christian Grey, finanziatore di punta della  Washington State University di Vancouver. [pullquote align=”left”]Un rapporto moderno fatto di cose inverosimili e protagonisti irreali[/pullquote]Come poteva evolversi la storia se non con Anastasia che va ad intervistare Christian riuscendo a conquistarlo inciampando mentre entra nel suo ufficio? Ovviamente la James non sta guadagnando milioni di dollari con una storia d’amore normale, lo sta facendo grazie a quella che secondo lei è la relazione più in voga del nostro secolo: un sano rapporto sadomaso. Sì, perché il nostro Mr Grey è un Dominatore e si aspetta che Miss Steele diventi la sua Sottomessa, firmando un contratto che elenca diritti e doveri della poveretta, partendo dal fatto che deve nutrirsi quando e con quello che dice lui fino ad arrivare al più ovvio sottostare ai suoi ordini.

Ricapitoliamo in modo che sia chiaro. Ana è innocente, imbranata, insicura, giunta all’alba dei 22 anni senza aver mai avuto un ragazzo,  e quindi senza aver mai fatto sesso prima, che si trova ad essere sedotta da un uomo descritto come un dio greco 27enne e multimilionario, dolce, premuroso (diciamo pure ossessivo), intelligente e… sadico. Ed ecco da dove nasce il fine e poco scontato gioco di parole con il titolo originale, 50 shades of Grey, perché lui, per sua stessa ammissione, ha dentro di sé cinquanta sfumature di tenebra.

A proposito, leggi anche:   Lui vs. Lei #7 - Indies do it better

Detto questo potete immaginarvi come va a finire la storia che si dipana per ben 3 libri da 600 pagine l’uno.  Potete anche senza sapere altro perché ovviamente l’autrice non è stata capace di introdurre degli elementi che rendano la storia interessante e poco banale, quindi, già dai primi capitoli, vi sarà chiaro che (e qui arriva lo spoiler) si sposeranno e avranno dei bambini perché, naturalmente, lui si innamorerà di lei e rinuncerà a diventare il suo Dominatore. [pullquote align=”right”]Sadomaso è bello e contagioso![/pullquote]Questo comunque non comporta l’abbandono totale del sadomaso perché (e qui vi preghiamo di fare attenzione) Ana scoprirà che il sesso estremo non le dispiace affatto, così, nel terzo libro, uno non si stupisce nemmeno di leggere che, mentre lei è incinta e prossima al parto, Christian riesce a tirare fuori un frustino per dare un po’ di brio al rapporto. Stendiamo invece un velo pietoso sul fatto che il commento di Ana, alla fine di questo siparietto inquietante, sia che alla bambina già piace e infatti sta ballando nella sua pancia. Contenta lei di sapere che crescerà una ragazza di facili costumi…

A questo punto vi sarà chiaro perché 50 sfumature sia banale, ma la noia? Nel primo libro la narrazione procede in questo modo:

storia banale – scena di sesso – altro pezzo di storia banale – altra scena di sesso… e così via.

Finché non arriviamo alla fine del romanzo tirando un sospiro di sollievo per la scelta di lei che finalmente si rende conto di stare con uno psicopatico, ma tanto l’illusione che i libri dopo possano diventare interessanti dura poco.

Pagina 15 di Cinquata sfumature di Nero: Ana e Christian, dopo ben 5 giorni (un record praticamente), tornano insieme.

[pullquote align=”left”]Un libro che riesce a rendere noioso anche il sesso[/pullquote]Il rumore che avete sentito è quello della speranza che la narrazione prenda una piega interessante che va in frantumi. Il secondo libro riesce a raggiungere vertici di noia (e le scene più “hot” non fanno eccezione) che voi umani non potete immaginare e tutto ciò nonostante venga introdotto persino del dramma. Alla fine del libro speri che finisca in tragedia e invece no: lui si salva miracolosamente perché è un pilota di elicotteri così bravo che riesce ad atterrare anche con i motori in avaria che hanno preso fuoco e lei, distrutta all’idea di averlo perso, quando lo vede tornare decide che deve assolutamente accettare la proposta di matrimonio che lui le aveva fatto un paio di giorni prima. Vi faccio presente che da quando si sono conosciuti al momento “Sposami” (perché lui ordina, non chiede) è passato poco più di un mese.

La piega da action-drama si mantiene praticamente inalterata anche nel corso del terzo e per fortuna ultimo libro: Cinquanta sfumature di Rosso. Le nostre speranze anche questa volta erano tutte concentrate nella svolta tragica che sembrava poter prendere la narrazione, per altro in più di un’occasione. Troppe occasioni. E.L. James sfrutta il dramma con una certa cadenza durante il corso del terzo libro fino a farlo diventare nuovamente noioso e scontato. Tra l’altro ad un certo punto cominciano ad emergere tratti da soap argentina, da Beautiful dei poveri, dove i parenti/amici dell’uno si sposano con quelli dell’altra e tutto ruota intorno ad un lusso ostentato e a stereotipi che ti fanno perdere la voglia di leggere (voglia che già manca sapendo che quello che hai tra le mani è un pessimo esempio di “letteratura” contemporanea).

Insomma, 50 sfumature sì, ma di noia, di banalità, di “oh mio dio, quando finisce” e “speriamo che qualcuno muoia“.

Cinquanta sfumature di… BASTA! – La noia ultima modifica: 2012-10-15T12:00:26+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi