[quote style=”1″]Svegliati, Neo… Matrix ha te… Segui il coniglio bianco.[/quote]

Comincia così l’avventura di Thomas Anderson (a.k.a. Neo) in uno dei film cult della nostra generazione: Matrix. Siete pronti ad entrare nel mondo vero?

Uno ma non trino

Ultimamente è andato consolidandosi il fenomeno del “Non c’è due senza tre“. Un sequel non basta più. A Hollywood si cerca la trilogia nel tentativo di replicare il successo dei grandi capolavori del passato, come Star Wars o Ritorno al futuro. Ma tre non è il numero perfetto e non sempre funziona, soprattutto quando è forzato e mal pensato. Questo è il caso di Matrix.

Nel 1999, quando uscì nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, il lungometraggio ebbe un successo inaspettato dando vita a tutta una serie di discussioni sul significato profondo e indubbiamente attuale della storia che il film aveva raccontato. Le interpretazioni si sprecavano. E così, in poco tempo, i fan divennero migliaia e migliaia e trasformarono la pellicola dei fratelli Wachowski nel simbolo di una generazione che stava crescendo nel bel mezzo dello sviluppo tecnologico. La nostra.

[pullquote align=”left”]Due sequel, il doppio della delusione[/pullquote]Quattro anni dopo arrivano i sequel. Sì, “i”. Perché uno non bastava e quindi nel giro di pochi mesi sono usciti Matrix Reloaded e Matrix Revolution, che altro non sono che una stessa pellicola divisa in due parti perché obiettivamente un film di oltre 4 ore era un po’ eccessivo. Ecco, questi due lungometraggi abbiamo deciso di non considerarli perché sono stati per noi enorme fonte di delusione. Non che non siano godibili, ma semplicemente non erano necessari, soprattutto quando vedi che sono chiaramente nati per sfruttare l’onda del successo tradendo però il prodotto originale.

Matrix è uno solo. Il primo, quello del 1999. Il resto è solo un finale per soddisfare le casse hollywoodiane e la curiosità di chi non ha colto lo spirito della storia e voleva il lieto fine.

Il film in pillole

Diretto dai fratelli Andy e Larry (ora Lana) Wachowsky, Matrix è uno dei film di fantascienza più famosi al mondo, capace di raccontare una storia apparentemente futuristica ma pregna di tematiche attuali e, allo stesso tempo, di incantare il pubblico costringendolo a scervellarsi per poter dare un senso a quello che sta guardando.

[pullquote align=”right”]Signore e signori: il bullet time![/pullquote]Matrix però non è solo una bella storia. È anche un lungometraggio innovativo dal punto di vista degli effetti speciali grazie soprattutto all’uso magistrale della tecnica del bullet time, valsa alla pellicola l’Oscar per i Migliori effetti speciali. Tra l’altro questa non è stata l’unica statuetta di cui è stato insignito il film; ha infatti vinto anche quella per Miglior montaggio, Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro. Insomma, niente male visto che la concorrenza era composta da capolavori come Il miglio verde, American Beauty, Il sesto senso e Il mistero di Sleepy Hollow.

La storia è quella del già citato Thomas Anderson, programmatore di giorno e hacker di notte, ossessionato dall’idea di trovare il fantomatico Morpheus. Quando una serie di eventi lo porteranno a trovarsi tra l’uomo che ha sempre cercato e una serie di inquietanti agenti, Neo (questo il suo pseudonimo nella rete) deciderà di seguire il primo per scoprire cos’è Matrix. Comincia qui l’avventura del protagonista (interpretato dal bravissimo Keanu Reeves) diviso tra l’idea di essere l’Eletto e di poter salvare il mondo dalla macchina e quella di non essere all’altezza delle aspettative di chi lo circonda.

A proposito, leggi anche:   Il ritorno del Cavaliere Oscuro

La consapevolezza rende infelici

Quando guardi Matrix la prima volta difficilmente riesci a concentrarti su qualcosa che non sia la spettacolarità del film. Effetti speciali, momenti cult (lo sappiamo che avete provato anche voi a rifare la scena in cui Neo ferma i proiettili con la mano), inseguimenti mozzafiato e tecnologia avanzatissima ovunque: impossibile ignorarli. Eppure dietro a questa esplosione di immagini c’è una storia che tocca tematiche diverse, alcune più interessanti di altre.

[pullquote align=”left”]Un mondo virtuale che sa di giusto e sbagliato allo stesso tempo[/pullquote]Quelle ad averci colpito non sono certo le più classiche: la scelta, il destino, la ricerca di se stessi, e così via. In un primo momento, beh, diciamo in un secondo perché all’inizio anche noi eravamo nella fase “Questo film è bellissimo!“, siamo rimasti affascinati da come i fratelli Wachowsky abbiano deciso di trattare il sempre delicato rapporto tra l’uomo e la tecnologia. Qui questo rapporto è portato all’estremo, personificando le paure di molti (soprattutto all’epoca) con la creazione di un mondo virtuale che, tuttavia, non necessariamente rappresenta il male. Da un lato abbiamo le macchine che dominano sui loro creatori, dall’altro abbiamo la sensazione di essere protetti da ciò che abbiamo creato. Possiamo vedere il film con una dittatura delle macchine o come la scelta di dare all’umanità il mondo che vorrebbe dopo averlo distrutto completamente. E la scelta ora vi parrà immediata, ma di fronte alla catastrofe più totale qualcuno sicuramente sceglierebbe l’illusione di una vita “tipica” di fronte all’agonia di un’esistenza vuota.

[pullquote align=”right”]Ignoranza e consapevolezza in uno scontro senza pari[/pullquote]E questo ci riporta al secondo tema. Quello che sa un po’ di filosofia leopardiana. La scelta di Neo non è solo sapere o non sapere. La scelta qui è tra una vita infelice e una appagante. Il messaggio deprimente che Matrix passa, ma che è pregno di verità, è che la consapevolezza condanna l’uomo ad una vita quasi priva di gioie e dedita alla lotta, mentre l’ignoranza permette all’essere umano di godersi ogni singolo giorno. La peculiarità di questa pellicola è che, mentre all’inizio sei esattamente come il signor Anderson e vuoi sapere, alla fine non puoi fare a meno di domandarti se conoscere sia la cosa migliore, se sapere non sia forse un peso troppo grande per una vittoria così piccola.

E voi cosa scegliereste?

[quote style=”1″] Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio.[/quote]

 

[box title=”Matrix” color=”#3E3E3E”][list style=”star”]
  • Titolo Originale: Matrix
  • Anno: 1999
  • Regista:  Andy e Larry Wachowski
  • Genere: fantascienza
  • Compra Su Amazon
[/list][/box]
Pillola rossa o pillola blu? ultima modifica: 2012-11-07T12:00:40+00:00 da Erika Gherardi

Scritto da Erika Gherardi