beyonce-superbowl_2473526b copiaChe cosa c’azzeccano Barbra Streisand, Beyoncé, il Super Bowl, tanti fotografi, i social network un sito internet proto-Google Earth e Massimo Ceccherini? Lo so, apparentemente niente, ma continuate a leggere e cercherò di spiegarvelo.

Per riassumere il tutto dobbiamo partire dalla bionda diva americana, che, negli ultimi anni, ha fatto parlare di sé non soltanto per le sue (presunte) doti canore ed attoriali, ma anche per il tentativo, riuscito male, di intentare una causa milionaria al sito Pictopia relativamente all’utilizzo di alcune foto della propria abitazione di Malibù in California. Il sito infatti (una sorta di antesignano di Google Earth) pubblicò le fotografie dell’intera costa californiana, immortalando, tra le altre, la casa della cantante, situazione che non piacque molto alla Sig.ra Barbra che citò in giudizio chiunque gli si parasse davanti in quel momento.

La causa intentata dalla diva al sito ed al fotografo in questione fecero sì che la visibilità delle suddette foto salisse a dismisura rendendole praticamente un fenomeno virale, un meme internettiano, con proporzioni tali da portare il blogger statunitense Mike Masnick a definire questo tipo di diffusione mal digerita ed incontrollata proprio “effetto Streisand”.
A questo punto vi chiederete cosa centrano Beyoncé, il Super Bowl, i social network e Ceccherini? Partiamo dal Super Bowl di quest’anno.

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L’evento sportivo, che vede le due più forti squadre della NFL fronteggiarsi al termine della stagione per la conquista dell’ambito premio, è infatti lo spettacolo per eccellenza negli Stati Uniti, l’occasione in cui le televisioni impazzano, il pubblico va in delirio, la pubblicità costa quanto il diamante che la vecchiaccia del Titanic getta in mare alla fine del film ed in cui la popstar di turno è chiamata ad allietare il pubblico con le proprie soavi (quasi mai n.d.r) note durante l’intervallo.

Caso volle che quest’anno sia toccato a Beyoncé fare lo spettacolino e che, durante l’esibizione, essa fosse colta in movimenti ed atteggiamenti non proprio da donna di classe, con espressioni a metà tra Sloth dei Goonies e Massimo Ceccherini ne Il ciclone. Volontà umana volle invece che molti tra i fotografi presenti sul luogo ne abbiano tratto delle immagini abbastanza esilaranti. Iniziativa che non è piaciuta molto alla cantante che per pronta risposta ha richiesto l’eliminazione immediata dalla ragnatela virtuale di suddetti scatti in quanto lesivi dell’immagine dell’artista (non si capisce bene su quali basi considerato che si trattava di un’esibizione pubblica e quindi di niente di sottratto in maniera illegale in barba alla privacy).

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Fatto sta che dall’eliminazione dal sito ufficiale in poi (complice anche una forte campagna animalista e denigratoria contro la diva a causa del vestito in pelle -di dubbio gusto- indossato durante l’esibizione) gli scatti incriminati sono diventati fenomeno virale, diffusissimi attraverso le condivisioni continue sui vari social network, blog, siti d’informazione in un turbinio di sharing incontrollato. Effetto Streisand ai massimi livelli.

Anche in Italia avvenimenti simili hanno lasciato traccia. L’ultimo in ordine di tempo è la minaccia di Paola Ferrari (conduttrice Rai) di querelare Twitter in quanto colpevole di non aver censurato alcuni post che ne criticavano aspramente i dolci lineamenti facciali ed i delicatissimi modi d’agghindarsi (a metà tra Franco Nero in Django e Maria Nazionale a Sanremo). Qualche tweet che sarebbe finito presto nel dimenticatoio è invece diventato oggetto di accesa discussione relativamente alla libertà d’espressione aumentandone anche in questo caso in maniera spropositata la visibilità.

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Credo che siano sempre da tenere a mente le parole di Danah Boyd (una delle più influenti studiose dei media digitali) che individuando in persistenza, replicabilità, scalabilità e ricercabilità le caratteristiche principali dei contenuti diffusi attraverso i social segna un po’ il passo relativamente ai rischi d’utilizzo (soprattutto professionale) dei suddetti mezzi di diffusione.
Insomma, se qualcuno di voi leggendo questi pensieri potesse sentirsi offeso o turbato da qualcosa (soprattutto Massimo Ceccherini relativamente al confronto con Beyoncé), ci pensi due volte prima di citarci in giudizio. Potreste arrivare a farci solo un favore.

Beyoncé, il Super Bowl e l’effetto Streisand ultima modifica: 2013-02-25T09:00:30+00:00 da Mario Cerutti

Scritto da Mario Cerutti

Nato nel settore ZZ9 Plurale Z Alfa e da li mai trasferitosi, decide, preso dalla noia, di studiare comunicazione, e travolto dalla vita a fare poi tutt'altro. Ho molte passioni e poco tempo per goderne. Nel tempo libero vivo.