L’avevamo promesso: vi avremmo spiegato da cosa nasceva il suo fenomeno, ma soprattutto, chi è l’avvocato Andrea Diprè, com’è riuscito a sconvolgere un intero scenario, quello del trash, composto da vere colonne portanti e ne sia diventato lui stesso una delle tante, lì, a sorreggere la demenzialità italiana. Andrea Diprè di giorno svolge la sua professione d’avvocato, ma poi riesce ad infiltrarsi nelle abitazioni degli italiani con un canale su Sky e con internet, ovviamente. Facendo cosa? Il critico d’arte.

 

Un tempo v’era Vittorio Sgarbi. I più giovani lo ricordano solo per esibizioni all’interno del girone TV-spazzatura, ma il signor Sgarbi è un critico d’arte. Così come il nostro Diprè Andrea, avvocato ma soprattutto curatore di ben oltre seicento mostre in giro per il mondo -e non solo-.

Al contrario del più famoso e con -forse- più credibilità Sgarbi, Diprè tende a considerare arte un po’ tutto; e se è vero che arte sono le nuvole e il cielo, in egual misura di un escremento equino per le strade di campagna o di una forchetta infilzata in un orologio ed esposta in una galleria d’arte, a volte certi appartenenti al genere umano di artistico hanno solo l’estro. Purtroppo per loro, non tutti possono essere artisti.

Andrea Diprè, “the most famous art critic in the world”, così recita il sottotitolo del suo sito, è il paladino dell’arte nascosta, lui fiuta e trova, trova e mostra, mostra e spiega, spiega e vede, vede e apre. Apre le porte alla varietà stilistica, allo scenario underground dell’arte, descrive quadri con veemente verve coadiuvata da paroloni a caso come appena fatto anche dalla scrittrice di questo articolo. Paroloni intrisi dell’essenza di nulla, nada, niente.

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Diprè colleziona artisti particolari (leggi: casi umani) che l’hanno aiutato a percorrere più facilmente la strada del suc-cesso.

Osvaldo Paniccia

Il meme di nuova generazione proviene da qui. Guardate i gamberi, la profondità dell’artista e dei suoi quadri, ma soprattutto, notate l’emozione del pittore nel vedere le proprie opere esposte; ammirate, infine, i mirabolanti giri di parole del Diprè volti a evidenziare l’arte del Paniccia, a tirarla fuori non solo con immagini, ma anche con parole…sofferte.

Giacomo De Michelis

Discendenze nobili, come nobile è la tonalità principale del pennello dell’artista; l’oro predomina, scuote gli animi e da un significato importante: non quadri esplicitamente sessuali, ma l’intrinseco messaggio dietro i genitali, i vizi della passione, la forza brutale espressa nei rilievi, la violenza antropofaga delle cosce, il didietro composto da pe(n)nellate decise…insomma: il capostipite dei morti di figa si esprime attraverso l’arte. Un Diprè che si lascia andare alle risa, per “cogliere tutto in modo molto istintivo”.

Il Fenomeno Diprè

Per Fortuna c’è Diprè

Sotto Satto

Te Gusta el Paniccià?

 

Tutto questo sarà verosimile se crediamo che pensare non sia altro che ringraziare. Un indugiare, un soffermarsi della mente sul fatto che ci è concesso di pensare. Si ringrazia realmente facendo ciò che crediamo che il donatore si aspetti da noi, ossia lo stesso pensare. Ma se il donatore è l’ignoto dell’alfa, del mistero, l’atto del pensare-ringraziare si autogenera con esso. È così che si espande l’universo stesso. ~ Andrea Diprè

 

A squola d’arte con Andrea Diprè ultima modifica: 2012-10-14T12:00:40+00:00 da Anna Sidoti

Scritto da Anna Sidoti

Non sono ancora così famosa da avere una biografia.