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Immaginiamo che negli Stati Uniti qualcuno soffra di gravi disturbi mentali. Immaginiamo che questa persona (o queste persone) riesca (o riescano) nel “sogno americano” realizzando nella vita ciò che essi desideravano. Ipotizziamo che il sogno nel cassetto di questi ultimi fosse creare incubi da 40 minuti l’uno da distribuire agli americani via cavo. La genesi di American Horror Story è tutta qui.

Quella che ci troviamo a descrivere è una cosiddetta “serie antologica”, ovvero una serie televisiva che sebbene utilizzi gli stessi attori e tematiche stagione per stagione risulta slegata ( nel caso specifico sia narrativamente che temporalmente) da quella successiva e precedente.

I creatori di tale meraviglia probabilmente soffrono, oltre che di disturbi e ossessioni psichiche, anche di bipolarismo. Gli incubi di American Horror Story nascono infatti dalle disturbate associazioni sinaptiche di Ryan Murphy e Brad Falchuk, “nientepopodimenochè” creatori di Glee (il che probabilmente li rende agli occhi di uno psicanalista ancor più problematici).

American Horror Story è (soprattutto nella prima stagione) una sorta di summa dei maggiori cliché dell’horror americano. Definito da uno degli autori un “thriller psico-sessuale” , prende larga ispirazione da una soap opera del 1966, tale Dark Shadows, alla quale Ryan Murphy (uno degli autori) era costretto ad assistere per vicissitudini familiari sin dalla tenera età.

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Come ogni buona recensione che si rispetti non entriamo eccessivamente nello specifico della trama accennandola in maniera molto breve. La prima stagione è ambientata ai giorni nostri e narra le peripezie di una famiglia alquanto segnata dagli avvenimenti della vita che decide di cambiare città e ricominciare da capo. Peccato per loro che la casa scelta per questa rinascita abbia una storia ben più difficile di quella che essi cercano di lasciarsi alle spalle e che risulterà particolare da molti punti di vista. Sesso, amore, affetti, famiglia ed intrighi si uniranno per dare vita ad una buona serie, forse troppo ferma sui cliché a cui accennavamo prima, ma che comunque risulta godibile dalla prima all’ultima puntata e soprattutto piena zeppa di colpi di scena. Decisamente un buon prologo per la seconda season, chiamata Asylum, che tra incubi che definirei quasi Lovecraftiani e angosce alla Lynch arriva a toccare livelli quasi sublimi.

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L’ambientazione spazio-temporale è differente rispetto alla prima: ci troviamo infatti negli anni ’60 (anche se non mancheranno i salti temporali) a Biarcliff, clinica per malati di mente, rifiuti della società, sociopatici e killer, gestita da suore con evidenti problemi relazionali, da oscuri medici con nascosti problemi esistenziali e luogo di complicate e assurde perversioni umane.

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Una storia che vedrà la comparsa di spiriti demoniaci, criminali nazisti, psicopatici doppiogiochisti, ninfomani e (rullo di tamburi) alieni. Il tutto miscelato sapientemente con l’utilizzo di forme cinematografiche, scenografiche e musicali molto ricercate e per niente banali, chiaramente tendenti all’angoscia, con colonne sonore anni ’30 che riescono ad inquietare con la loro spiccata allegria inserita in contesti per nulla tali ed una fotografia molto scura e densa. Artifici cinematografici conditi con le magistrali interpretazioni di Jessica Lange (che ha interrotto la sua crociata anti serie-tv per l’occasione) e di Lily Rabe.

Una storia che lega problematiche etiche, religiose, sessuali e personali non indifferenti. Lo fa con cattiveria, con noncuranza, con eccessiva crudeltà e crudezza, lasciando in chi assiste una profonda angoscia. Non una serie che fa saltare dalla sedia insomma, ma che segna profondamente l’animo dello spettatore , lo angoscia, lo turba, lo lascia interdetto e impotente di fronte ciò che vede.

Una produzione che affronta vari temi in maniera diretta, senz’altro romanzata, ma comunque molto profonda, e che difficilmente avrebbe mai potuto essere creata in Italia. Il paese del falso moralismo, del bigotto medio, del populismo e di Don Matteo.

Una produzione matura e ben architettata che sta ricevendo il favore della critica e che sta facendo incetta di premi in patria. Insomma una rivelazione che non tarderà di mostrarsi come tale anche nel nostro bel paese. @Pontifex permettendo.

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Titolo Originale: American Horror Story

Titolo Italiano: American Horror Story

Prima TV USA: 5 ottobre 2011

Prima TV ITA: 31 ottobre 2011

Genere: horror, thriller, drammatico

Stagioni: 2

Creatore: Ryan Murphy, Brad Falchuk

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American Horror Story: l’America turba il mondo ultima modifica: 2013-02-11T09:00:56+00:00 da Mario Cerutti

Scritto da Mario Cerutti

Nato nel settore ZZ9 Plurale Z Alfa e da li mai trasferitosi, decide, preso dalla noia, di studiare comunicazione, e travolto dalla vita a fare poi tutt'altro. Ho molte passioni e poco tempo per goderne. Nel tempo libero vivo.