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Il 2013 sarà, con molta probabilità, l’anno di svolta dell’ultimo quinquennio in ambito videoludico. Vedrà infatti l’annuncio, se non il lancio, di tutte le maggiori home console della nuova generazione. Tra galline vecchie, brodi buoni e nuovi arrivi cerchiamo di analizzare che scenario si prospetta.

Iniziamo con Nintendo, in quanto, proprio la casa giapponese, ha aperto le danze lanciando quella che dovrebbe rappresentare la console del futuro, almeno secondo la loro prospettiva :  Wii U.

Hype non eccessivo per la piccola col manico grande ( mi piace pensarla cosi ) e vendite non eccelse, considerata l’uscita ad un prezzo non impossibile e, soprattutto, sotto Natale.

A livello tecnico non impressiona, non ha un hardware di nuova generazione ne tantomeno le innovazioni portate dalla precedente console, ovvero quella Wii, capace di attrarre milioni di casual e risollevare le casse Nintendo (fino a quel momento tenute su soltanto dal mercato portatile).

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L’innovazione portata dal nuovo pad (o tab?) della Wii U non sembra soddisfare i gamer più incalliti e non sembra di canto attrarre nemmeno i casual meno avvezzi. Insomma, non si capisce bene a cosa possa realmente servire, cosa possa donare in più a livello di esperienza ludica ed in che modo possa aiutare la console a vendere. Un accessorio inutile?

Parlando di accessori inutili arriviamo invece ad accessori che possono essere utilissimi, ma soltanto per le software house che li brevettano (o, ad un’analisi più approfondita, nemmeno per loro).

La Sony ha infatti brevettato un dispositivo che, secondo quanto trapelato, legherebbe ogni copia di un singolo gioco all’account che l’ha registrato. Ergo, niente più giochi usati, niente più prestiti di giochi tra amici, colleghi, amanti, conoscenti, ma soltanto stampe e stampe di copie che si legano freddamente ed in maniera morbosa al fortunato acquirente (esperienza simile già provata ed usata da EA Games relativamente alla componente on-line degli ultimi giochi in commercio).

[pullquote align=”left”]Una strategia improntata al software che viene da un produttore hardware[/pullquote]Analizzando in maniera più approfondita ci si domanda cosa potrebbe guadagnarci Sony, che produce l’hardware, adottando una politica simile. Sembrerebbe infatti una strategia tutta a vantaggio delle software house (che nel caso di Sony sembra rappresentare davvero una percentuale d’incasso irrisoria) e non del produttore dell’hardware per cui dovrebbe contare maggiormente la base installata della console e non le copie di un singolo gioco vendute. E proprio Sony dovrebbe saperlo considerato che fece la propria fortuna grazie all’incremento delle vendite hardware portato dalla pirateria ai tempi di PS One.

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Insomma, al momento della nuova PlayStation sappiamo soltanto che sarà molto potente, che si prospetta una fregatura e che non si chiamerà PlayStation 4 (in Giappone questo numero si dice porti sfortuna).

[pullquote align=”right”]A Redmon si punterà su Kinect e Windows 8[/pullquote]E Microsoft? La casa americana non ha ancora svelato o fatto trapelare molto; di certo avrà un hardware superiore a qualsiasi cosa abbiamo mai visto fino adesso (anche se credo rimarrà sempre una spanna sotto Sony), che molto probabilmente integrerà le funzioni Kinect (molto probabilmente già state pensate e sviluppate per la futura console, ma che la capacità commerciale delle menti Microsoft ha trasformato in un prodotto esca per milioni di beta tester paganti, frenato poi anche dalle ripercussioni etiche che ebbe al lancio il progetto Natal) e che probabilmente punterà molto sull’integrazione con Windows 8, che sembra quasi pensato come fratello maggiore delle nuove console americane.

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E poi? Poi c’è la spina nel fianco, quell’Ouya che ha raccolto milioni di dollari con Kick Starter e che potrebbe essere una miniera di capolavori Indie a distribuzione semi-gratuita e quindi significare davvero una re-invenzione del videogioco, ma in maniera antica.

Insomma, se è vero che il mondo dei videogiochi muove sempre più verso una grafica ultra pompata, al digital delivery, copie personali dei giochi non cedibili e mancanza di contenuti veri, a farla da padrona potrebbe essere un clamoroso ritorno alle origini che forse per qualcuno (come il sottoscritto) vorrà dire recuperare quei piccoli grandi capolavori che ha regalato il panorama videoludico in questi anni e saltare a piè pari una generazione piena di fan boy, bimbiminchia e casual dal portafoglio saturo.

 

2013: anno di svolta per le Home Console o ritorno al passato? ultima modifica: 2013-01-10T09:00:52+00:00 da Mario Cerutti

Scritto da Mario Cerutti

Nato nel settore ZZ9 Plurale Z Alfa e da li mai trasferitosi, decide, preso dalla noia, di studiare comunicazione, e travolto dalla vita a fare poi tutt'altro. Ho molte passioni e poco tempo per goderne. Nel tempo libero vivo.